Ipocrisie elettorali

In tempo di elezioni, è noto,
i dannati della terra
escono magicamente dal limbo
di disinteresse e spesso di
disgusto vero e proprio a cui
sono relegati per condire i
discorsi dei nostri politicanti
in cerca di voti.

Sia chiaro, persino le promesse
che ripetutamente non vengono
mantenute hanno un sapore amaro:
si è pronti a contrattare la
lunghezza delle catene degli
sfruttati; di spezzarle
definitivamente non se deve minimamente parlare, neanche come
prospettiva a lungo termine.

La costituzione, frutto del compromesso sociale del secondo
dopo guerra per impedire che le tensioni sociali e la Lotta
di Liberazione divenissero rottura rivoluzionaria, non ha più
nulla da offrire alle classi subalterne in cerca del proprio
riscatto, il tempo delle possibilità riformiste è venuto a
crollare sottolineando come solo la lotta di classe possa
invertire i rapporti di forza esistenti tra sfruttati e sfruttatori.

non siamo disposti a lasciare che gli zombie della politica
istituzionale si facciano strumentalmente e opportunisticamente
portatori di istanze che non gli appartengono e che
paradossalmente non potrebbero nemmeno rappresentare perché
non hanno compreso la natura di questa nuova composizione sociale.
Tutto ciò non per settarismo, ma perché la storia ci insegna che
l’opportunismo è sempre pronto a calare i propri tentacoli
per depotenziare le rivendicazioni, potenzialmente rivoluzionarie,
delle classi subalterne.

Cit. Ignoto.