Si può votare senza credervi?

Chi mangia dello Stato, ne crepa

diceva Gustav Landauer, che ha pagato con la vita la sua partecipazione a un tentativo di cambiare realmente le cose, invece di andare a votare. La macchina politica stritola coloro che vi partecipano. Non è una questione di carattere personale.
Bakunin diceva giustamente:
“Prendete il rivoluzionario più radicale e ponetelo sul trono di tutte le Russie o conferitegli un potere dittatoriale- prima di un anno, sarà diventato peggio dello zar”.
Ma esiste comunque una differenza, se non ci fossero che loro e se tutto dipendesse dal tuo voto?

Riusciresti comunque ad evitare il peggio, non foss’altro che per salvare qualche immigrato dalla deportazione! -Innanzitutto, è ridicolo evocare tali improbabilità, come lo si faceva nei tempi andati per spingere il gregge verso i seggi elettorali.

E il nemico, è sempre l’elettore: il problema non è Le Pen o Berlusconi, ma i milioni di Francesi o di Italiani che li amano perché li trovano simili ad essi.

E poi la domanda è malposta.

Negli ultimi decenni, dei rappresentanti della sinistra, soprattutto della sinistra comunista o radicale, hanno partecipato a numerose esperienze di governo, nel mondo intero.

Da nessuna parte essi hanno mostrato ripugnanza nell’applicare le politiche neo liberali, anche le più feroci; spesso sono essi che hanno preso l’iniziativa.

Non conosco un solo caso di un membro della sinistra al potere che si sia dimesso dicendo che non poteva seguire una tale politica, che la sua coscienza glielo proibiva.

Anzi, diciamo pure che non ho mai visto un politico dimettersi in assoluto, compresi i politici per caso del movimento.

Coloro che sono capaci di simili scrupoli non saranno nemmeno proposti alle elezioni comunali dai loro colleghi di partito.

Tuttavia, la corruzione esercitata dal potere, il gusto del privilegio, l’ambizione non costituiscono che il livello più superficiale della domanda.

Il vero problema, è che viviamo in una società retta dal feticismo della merce, sia in “politica” sia in “economia”, non esiste nessuna autonomia delle persone, nessun margine di manovra.

Se esiste un’autonomia, essa esiste fuori dalla politica e dall’economia, e contro quest’ultime.

Si può in una certa misura, rifiutare di partecipare al sistema, ma non si può parteciparvi sperando di migliorarlo.