A bordo ring

” Caro signor Cooley.
Sono Eloy Garza.Una volta ero il Lupo texano, si ricorda?
Adesso non sono più il Lupo.
Avevo paura di lei, signor Cooley, e l’ho ingannata .Vede ,io non pensavo di poterla battere. Così quando mi si è presentata una possibilità di barare , l’ho fatto.Non avrei dovuto,ma l’ho fatto.Volevo tanto diventare un campione.Però le ho rubato l’incontro per il titolo e non mi ha portato bene .Lo sa come è andata a finire.
Vede, ho permesso ai fratelli Cavazo di togliere l’imbottitura delle nocche da dentro i miei guantoni.Questo è il modo con cui sono riuscita a batterla.Dopo l’addetto ai guantoni dell’Olympic ha scambiato i miei con un paio di guantoni buoni e nessuno se n’è accorto.E lui si è intascato un pò di soldi.
Non posso chiederle di perdonarmi, senor Cooley.Non posso dare tutta la colpa a Trini e a Paco.Diavolo,avrei potuto dire di no a quella maledetta faccenda.Oppure avrei potuto dirglielo prima .Mi avrebbe messo KO in quattro round , se non avessi fatto quello che ho fatto.Avrebbe messo KO anche il campione. Sissignore. Le ho rubato il titolo ancora prima che lei potesse provare a prenderselo.Ma voglio che sappia che ho rovinato anche me stesso.Non importa quello che è successo a me.Ho raccolto quello che ho seminato.Ma lei no. Lei meritava di meglio.Sono quarant’anni che cerco di non pensarci , signor Cooley, perchè non riesco ad affrontare l’uomo che ero una volta, come l’uomo che è adesso il mio Chicky.
Dio la benedica per quello che ha fatto per lui.E la prego di perdonarmi per quello che le ho fatto, se può, perchè a me dispiace terribilmente.La prego, signore”.
“A bordo ring”di F.X. Toole