Alla ricerca delle parole rubate: “uno vale uno”

«una sola cosa è quella che definisce tutte le cose, uno solo è lo splendore della bellezza in tutte le cose, un solo fulgore luccica dalla moltitudine delle specie».(G.B.)

Forse basterebbe questa citazione a far riflettere sul significato della parola UNO, bisognerebbe lasciare che ogni viandante la leggesse e posasse qui parole a corredo per mostrare la sua personale percezione, allora osserveremmo in pratica cio che essa significa senza falsificazioni.
Il mondo è il risultato di ogni unità che lo compone e non importa quanto “misura” quell’uno…esso ne è comunque parte integrante.
Questo è il pensiero che questa frase mi suscita, ma ognuno ruba le parole all’altro dandone lo spessore che preferisce, asservendole alla causa che preferisce.
E’ l’unione di tutte le cause che fa l’effetto, perciò l’umanità ruba parole e cause nel tentativo di asservire un concetto ed ingabbiarlo alla sua misura.
L’UNO è stato finora asservito al potere, in modo innaturale e pernicioso gli si è associato ora egoismo, ora competitività sfrenata, ora solitudine…o contrapposto fratellanza e famiglia, come se i fratelli non fossero tanti UNO e come se la famiglia non fosse fatta da singoli.
L’UNO è merce proibita nella sua nobiltà e concessa solo se strumento del potere, a far valere la contrapposizione che divide, che sfianca a beneficio della “maggioranza” fittizia.
L’uno contro uno è l’atomica che ci bombarda ogni giorno in ogni aspetto della nostra vita di animali sociali, è la catena che ci condanna a minoranza perenne come esseri umani, che ci divide dalla natura e dal mondo.