La ballata degli incazzati 2


………” Eh già “, canta Vasco.” sembrava la fine del mondo , ma sono ancora qua “. Cercavo di ripetermelo tutte le volte che i colloqui di lavoro si traducevano in un nulla di fatto. Ci ho provato, lo giuro. Ho provato a capire perchè, nonostante la laurea con lode , i master che poi ho conseguito  e le lingue che conoscevo sempre meglio , tutto il mio futuro mi guardasse con l’aria beffarda del gatto di Alice nel paese delle Meraviglie . Più io mi avvicinavo , più lui si allontanava.Ci sono giorni in cui mi sentivo come certi personaggi dei romanzi di Kafka , intrappolata in una procedura che proclamava d’essere la mia vita , ma di cui non sapevo e non capivo nulla .

Mi sono svegliata , alcune mattine , credendo davvero di essermi trasformata in un enorme insetto, che nessuno avrebbe mai potuto assumere , stimare e forse neppure amare. Altre mattine , mentre giravo da un posto all’altro portando il mio curriculum , mi sentivo come il protagonista del Processo in visita alle segreterie del tribunale. Come a Josef K. , anche a me mancava l’aria , mentre tutte le certezze della mia vita mi si sbriciolavano di fronte una a una e nessuno mi lasciava parlare, nessuno mi permetteva di discolparmi da una sconosciuta accusa , da una colpa  che non mi era rivelata , ma di cui pure , era chiaro, dovevo essere imputata.Ci ho provato ed era la via più logica , la spiegazione più semplice .Se , nonostante tutti i miei sforzi e gli anni di studio, nonostante la mia disponibilità , ogni giorno che passava , ad accettare lavori sempre meno pagati, più brevi e precari, lontani dai miei sogni e dai miei desideri…

Se, nonostante tutto ciò , il mio futuro continuava a non arrivare mai , allora era chiaro che la colpa non poteva che essere mia …..