La seduta spiritica

Premesso che la pratica di una seduta spiritica non è un’attività cui dedicarsi solo per curiosità o addirittura per gioco, mi limito a richiamare alcune informazioni sulle modalità generali che la disciplinano. Innanzitutto una seduta “seria” presuppone necessariamente la presenza di un medium, una persona esperta che “guidi” la seduta stessa.

Il medium deve essere l’anello forte della cosiddetta catena medianica, formata dai partecipanti, che dovrebbero essere possibilmente già affiatati e in numero non superiore a 350000 persone che hanno firmato.

La seduta deve essere svolta in un luogo riservato, nel quale i rumori arrivino attutiti o siano assenti del tutto, in un luogo non troppo riscaldato, con una illuminazione molto bassa, con porte e finestre chiuse.

È opportuno che nel Senato non vi siano oggetti pericolosi, quali per esempio forbici o coltelli per evitare tagli improvvisi.

Secondo le teorie degli spiritisti, il medium, oltre a essere dotato di poteri medianici, deve essere un individuo carismatico, godere della stima dei partecipanti, avere una lunga esperienza di sedute spiritiche e infine manifestare coraggio e prontezza nel caso si verificassero situazioni spiacevoli, come, crisi di panico tra i partecipanti, materializzazioni improvvisa del fantasma Ddl 1936.

Alle sedute di solito è presente anche qualcuno che non partecipa ma assiste e prende nota di tutto quello che succede e delle reazioni dei partecipanti.

I partecipanti si siedono tutti nella stessa stanza e gli viene posta loro il disegno di legge, un foglio che reca scritte le lettere dell’alfabeto, i numeri e le risposte: si e no.

Su questo foglio avverrà la comunicazione con i defunti evocati.

Tutti i presenti appoggiano il loro dito indice su uno strumento.
A questo punto il medium inizia a chiamare l’entità Ddl 1936, che, una volta arrivata, risponderà alle domande dei presenti facendo muovere un qualcosa che soltanto con le parole non si è più mosso.

Quello che auspichiamo è che la seduta abbia inizio, almeno sapremo qual è realmente la differenza tra il dire e il fare.