Anarchia in Fight Club


Fight Club, come si può comprendere durante la lettura, ha molte caratteristiche proprie di varie correnti dell’anarchismo: anticonsumismo, anti-classismo, antispecismo, azione diretta, anarco primitivismo, oltre che un profondo nichilismo.
Anticonsumismo: la vita del Narratore, seriamente improntata alla “nidificazione”, cioè all’arredamento frenetico della casa, viene totalmente sconvolta dall’esplosione. Questo porta il Narratore ad abbandonare totalmente il suo atteggiamento consumista, soprattutto con l’aiuto di Tyler Durden.

Frasi che segnalano l’anticonsumismo presente nel romanzo sono:
“Poi sei intrappolato nel tuo bel nido e le cose che una volta possedevi, ora possiedono te”;
“Un giorno sarei morto senza una cicatrice addosso e avrei lasciato un gran bell’appartamento e una gran bella macchina”
“Se non sai quello che vuoi, finisci con un sacco di roba che non vuoi”
“È solo dopo aver perso tutto, che sei libero di fare qualunque cosa”
“Gente che conosco, che una volta andava a sedersi in bagno con una rivista pornografica, adesso va a sedersi in bagno con un catalogo dell’Ikea”

Anticlassismo: il lavoro di Tyler come cameriere segnala la presenza di un forte anticlassismo nel romanzo, viste le sue “modificazioni” dei piatti che poi serve ai ricchi signori (Tyler stesso si definisce un “guerrigliero dell’industria della ristorazione” per la sua lotta alla gente più ricca che lo trattava come uno schiavo)

Antispecismo: Una delle azioni di “guerriglia” di Tyler Durden è rivolta proprio contro una donna ricca che utilizzava vari profumi, a suo dire ricavati dall’uccisione delle balene; in molti altri passi, viene denunciato lo sfruttamento e la violenza sugli animali.

Anarco primitivismo: quando Tyler Durden organizza il Progetto Caos, dopo che il Fight Club ha raccolto abbastanza adepti, afferma di voler distruggere la civiltà umana, in modo che la Terra possa riprendersi
Brano del romanzo che evidenzia l’anarcoprimitivismo:
“Tyler mi ha detto di immaginarmi di piantare ravanelli e patate sul green della quindicesima buca di un campo da golf dimenticato.
Darai la caccia agli alci nelle valli boscose intorno alle rovine del Rockefeller Center e cercherai molluschi intorno allo scheletro dello Space Needle, inclinato di quarantacinque gradi. Dipingeremo sui grattacieli le figure di enormi totem e simulacri di divinità maligne e tutte le sere quel che resta del genere umano si ritirerà negli zoo abbandonati e si chiuderà a chiave nelle gabbie per proteggersi dagli orsi e dei grandi felini e dai lupi che di notte passeggiano e ci guardano dall’altra parte delle sbarre.
[…]Sarà il Progetto Caos a salvare il mondo. Un’era glaciale culturale. Un secolo buio prematuramente indotto. Il Progetto Caos obbligherà l’umanità a entrare in catalessi o in fase di remissione il tempo necessario alla Terra per riprendersi.
[…] Immaginati a far la posta all’alce dalle finestre dei grandi magazzini tra file puzzolenti di splendidi abiti da sera e smoking che vanno in malora appesi alle loro grucce, porterai indumenti di pelle che ti dureranno fino all’ultimo dei tuoi giorni e ti arrampicherai per i rami grossi come tronchi del kudzu rampicante che abbraccia la Sears Towers. Come Jack sulla pianta di fagioli, sbucherai dalla volta gocciolante della foresta e l’aria sarà così tersa che vedrai figure minuscole battere il granturco e disporre a essiccare strisce di carne di cervo nella corsia d’emergenza vuota di una superstrada abbandonata che si allunga larga otto corsie e torrida ad agosto, per mille chilometri”

Nichilismo: il nichilismo di Fight Club è presente in gran parte delle pagine. Lo si può ritrovare nei tentativi di Tyler di far toccare il fondo a Jack, per liberarlo delle convinzioni e dei costumi borghesi.
“Tu non sei un delicato e irripetibile fiocco di neve. Tu sei la stessa materia organica di chiunque altro e noi siamo tutti parte dello stesso cumulo in decomposizione. La vostra cultura ci ha resi tutti uguali. Nessuno è più veramente bianco o nero o ricco. Tutti vogliono lo stesso. Individualmente non siamo niente.”
“Io sono la merda canterina e ballerina del mondo. Io sono il sottoprodotto tossico della creazione di Dio. Io sono la cacca e l’infetta scoria umana del creato.”
“Brucia il Louvre e pulisciti il culo con la Gioconda. Almeno, così, Dio saprà come ci chiamiamo”.

Azione diretta: le azioni dirette a carattere violento dei membri del Fight Club che si è evoluto, il Progetto Caos, sono molte nel libro, e tutte dirette alla distruzione dell’autorità e della gerarchia. Vandalismo, distruzione e minacce di amputazione dei testicoli ai capi della polizia o, in generale, a chiunque ostacoli il loro progetto. Nel corso del libro, inoltre, sono inseriti gli ingredienti per esplosivi e articoli incendiari che il Narratore definisce la nouvelle cusine dell’anarchia; tutte le ricette, comunque, sembrano estratte dal celeberrimo Ricettario dell’Anarchico (se poi gli ingredienti diano o meno degli esplosivi, c’è solo da provare).

Attacco ai mass media: il tema dell’attacco ai mass media si va a ricollegare al tema anticonsumista; uno dei personaggi del libro, che appare solo in un capitolo, cita parole pronunciate da Tyler Durden:
“La pubblicità ha spinto questa gente [i membri del Fight Club prima e del Progetto Caos poi, n.d.r.] ad affannarsi per automobili e vestiti di cui non hanno bisogno. Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non hanno veramente bisogno.