Apocalisse di Pietro


L’apostolo Pietro nell’antica letteratura cristiana è rappresentato con alcune caratteristiche di una certa importanza anche perché nei testi gnostici è sempre, come nei Vangeli, il primo degli apostoli: è vicino alla corrente ebraico-cristiana, è piuttosto timoroso, mostra una certa tendenza antifemminista, è un deciso maestro della corrente teologica che si suole definire “docetista”, rappresenta una posizione diversa da quella di Paolo.

L’Apocalisse a lui attribuita nel testo di Nag Hammadi è un testo nuovo e anche inaspettato, che probabilmente incontrò grosse difficoltà e fu distrutto non appena venne in mano a persone della Grande Chiesa, perché è un deciso e chiaro attacco alle posizioni teologiche, divenute poi ordinarie, che essa stava progressivamente assumendo.
Ne presento qualche scheggia.

“Pietro, beati coloro che sono (figli) del Padre che è in alto nei cieli, coloro che provengono dalla vita e ai quali egli ha rivelato la vita per mezzo mio. Poiché io li ho fatti ricordare… Infatti, essi provengono dall’alto, da ogni parola della pienezza di verità, sono stati graziosamente illuminati da Colui che è ricercato dalle potestà, ma non possono trovarlo; da Colui che non fu menzionato da alcuna generazione di profeti… Ma tu, Pietro, sii forte! Diventa perfetto, conforme al tuo nome e a me che sono Colui che ti ha scelto; in te io ho posto l’inizio anche per altri ch’io ho chiamato alla conoscenza…”.

“Uomini che propagano falsità, verranno dopo di te. Costoro aderiranno al nome di un uomo morto pensando che (attraverso questo nome) saranno purificati mentre, al contrario costoro saranno grandemente insudiciati, si abbandoneranno a un nome seducente, a un tristo ingannatore, a un dogma multiforme che li dominerà allo scopo di dividerli.
Alcuni di loro bestemmieranno la verità, e annunzieranno un insegnamento cattivo; e tutti sparleranno gli uni degli altri…
Ma vi saranno ancora altri, tra coloro che non sono nel nostro numero, che si chiameranno “vescovi” e anche “diaconi”, quasi che essi abbiano ricevuto da Dio la piena autorità…”.

“Vieni, dunque, andiamo verso il compimento del volere del Padre immutabile.
Ecco infatti che si tireranno addosso la sentenza pronunziata su di me, e andranno in rovina.
Quanto a me, però, non possono sfiorarmi. Ma tu, Pietro, ti troverai in mezzo a loro.
Non temere, però, per la tua viltà. La loro intelligenza sarà ottusa, perché l’Invisibile si è opposto a loro”.
Quando Egli diceva queste cose, io lo vidi come ghermito da essi, e dissi: “Che cosa vedo, Signore? Sei proprio tu quello che afferrano sebbene tu ti intrattenga con me? O ancora, chi è quello che sereno e sorridente è sull’albero? E’ un altro quello al quale colpiscono le mani e i piedi?”.

Il Salvatore mi rispose: “Colui che tu hai visto sull’albero sereno e sorridente, costui è Gesù vivente. Ma colui al quale sono trafitti mani e piedi con chiodi, costui è la sua parte corporea, cioè il suo sostituto esposto a vergogna: è colui che venne a sua somiglianza. Guarda a lui e a me!”.

Ma io, dopo avere guardato, dissi: “Signore, nessuno ti vede? Fuggiamo di qui!”.

Egli però mi disse: “Io ti ho detto che essi sono ciechi. Lasciali soli! Tu vedi quanto poco comprendano quello che dico. Essi hanno esposto a vergogna il figlio della loro gloria, invece del mio servo”.

Ed io vidi avvicinarsi a noi uno che rassomigliava a Lui, proprio a Colui che era sorridente sull’albero. Egli era (pieno) con uno Spirito santo, egli è il Salvatore.

C’era una grande e ineffabile luce che li avvolgeva, e una moltitudine ineffabile e invisibile di angeli che li lodavano.

E allorché lo guardai, Egli si manifestò come uno che è glorificato.

Ed egli mi disse: “Coraggio! Tu, infatti, sei colui al quale fu dato di conoscere senza velo, questi misteri…”.