Cartelle D’Italia

Copia di PanciaSalve a tutti,

l’argomento che ho deciso di mettere sul mio tavolo dei giochi è credo facilmente intuibile: l’Agenzia delle Entrate e le tanto amate cartelle esattoriali.

Le cartelle esattoriali, sono un fenomeno che accomuna tutti gli italiani di oggi. Si perché l’Agenzia dell’Entrate è un po’ come il Grande Fratello di Orwell, ormai è dappertutto e le cartelle esattoriali che tutti noi conosciamo bene, come altrettanto bene conosciamo la società che ne gestisce la riscossione, sono la psicopolizia a cui nessuno può sfuggire.

Basta pensarci un attimo, un giorno qualunque rientriamo a casa, stanchi del lavoro, del traffico, insomma della giornata appena finita. Siamo quasi pronti a buttarci tutto alle spalle, ma prima di aprire la porta di casa … ci attende una sorpresa. È dentro la buca della posta: la bella busta bianca che sul frontespizio reca l’inequivocabile logo della famosa società. Da quel momento in poi sarà come entrare nell’armadio che conduce a Narnia, per noi si aprirà un nuovo mondo e, anche se ignari di tutto, siamo già parte di un sistema oliato e ben funzionante da cui è impossibile uscirne… gratis.

Nella lettera inquisitoria, la maggior parte delle volte, verremo accusati di non aver pagato una multa o un bollo di quindici anni prima e il fatto che il “nostro reato” chiamiamolo così, ormai sia caduto in prescrizione per la nostra Inquisizione non conta, anzi è un aggravante. Allora saremo costretti a dimostrare la nostra innocenza oltre ogni ragionevole dubbio, pena il pagamento della cartella.

Non solo, non bisogna tralasciare il dettaglio che nel frattempo, come incentivo, i nostri beni ( automobile o ancora meglio la nostra casa) sono sottoposti a sequestro amministrativo.

Allora, come Indiana Jones partiremo alla ricerca dell’Arca e, frugando dentro i meandri più segreti di casa nostra, alla fine la ritroveremo. La ricevuta dell’avvenuto pagamento, la nostra Arca Perduta e lì fieri di noi, finalmente gioiremo. Gioiremo perché ormai siamo convinti che il nostro ritrovamento ci farà risparmiare una cifra che va dai 250 ai 400 Euro “costo medio di una cartella”. Ma ne siamo certi??… Si? Vi ricordate tutto quello che ho detto sopra?? Bene inizia adesso! Sapete perché?? Perché abbiamo ritrovato la ricevuta e nel nostro paese essere nel giusto non ci dà la certezza di avere ragione e ancora meno ci dà diritto ad essere risarciti!! Non mi credete? Ve lo dimostro: ripartiamo dalla famosa ricevuta ritrovata. Il passo successivo, sarà quello di andare da un avvocato e chiedergli di presentare ricorso al Giudice di Pace. Arrivati in tribunale, magari dopo qualche anno, tempo in cui non potremo disporre liberamente del nostro bene perché sottoposto a sequestro amministrativo, il Giudice stabilirà che abbiamo ragione, cancellerà la cartella e come si dice : “ Fine dei giochi”. Nemmeno per niente!! È proprio questo il problema. La società che gestisce la riscossione delle cartelle, non è mai stata condannata a pagare nessuna forma di risarcimento al cittadino, nemmeno simbolico. Quindi tutto il tempo che abbiamo perso, non per un nostro errore, tra avvocati e tribunali, non conta. Tutto il tempo in cui non abbiamo potuto, ad esempio, vendere la nostra auto sempre per la storia del sequestro amministrativo, non conta. Non ha valore alcuno. Il meglio comunque ho deciso di riservarlo per il finale e infatti arriva adesso. Avete presente il ricorso che abbiamo presentato al Giudice di pace? Bene, quel ricorso ha un costo. L’avvocato che per nostro conto lo ha presentato, anche lui, ha un costo. Diciamo che la cifra da affrontare mediamente si aggira sui 500 Euro. E chi lo paga questo costo?? Noi!! Sempre e solo noi!! Come per il risarcimento di cui parlavo prima, anche in questo caso il risultato non è diverso perché nessuno li ha mai condannati al pagamento delle spese che l’utente ha dovuto sostenere. Così facendo, la società di riscossione ha potuto continuare indisturbata ad inviare le “sue” richieste di pagamento perché, è ormai conscia  che il cittadino si trova davanti ad un bivio: far valere le proprie ragioni, finendo col spendere più di avvocato che di cartella oppure pagare e limitare i danni. Secondo voi, di questi tempi, quale sarà la soluzione più adottata??.