Centomila lire per cenare col Senatur

Lei non ci crede, eh? Con gesto nobile e teatrale insieme Domenico Napoleone principe Orsini, leghista romano, solleva il coperchio della bella scatola di radica che accoglie gli ospiti all’ingresso di villa Suspisio: biglietti da centomila, uno sull’altro. Roma ladrona addio, qui ci sono contesse e imprenditori, commercianti e professionisti che davvero hanno pagato un centone a testa per cenare col senatur..
È il turno di Umberto Bossi, anche se il senatur ci tiene a far sapere che non si fa rincretinire dai salotti. Stasera, in ogni caso, gli tocca: c’è un pezzo di Roma che non più votare la DC, perciò Bossi si stringe nel suo monopetto stazzonato grigio che si è già fatto una giornata a Montecitorio e tira fuori l’aria del venditore di enciclopedie che sta di fronte al cliente giusto. Va a sedersi al tavolo d’onore, tra l’industriale Paolo Romanazzi (fratello del filo DC Stefano, l’editore del Mattino e della Gazzetta del Mezzogiorno) e la signora Maria Pia Dell’Utri, leghista romana della prima ora e moglie del pezzo grosso Fininvest che, invece, appoggia il partito berlusconiano che non c’è ma potrebbe esserci, Forza Italia per capirci… ecco i giornalisti Silvio Sarta e Fabrizio del Noce, la contessa Maria Gabriella Ruffo della Scaletta, in rotta con la famiglia per aver confidato che Andreotti frequentava Lima… Bossi non fa una piega. Avverte, anche a uso dei giornalisti presenti, che la Lega ora punta sulle borgate di Roma: Cominciamo oggi a costruire quel gruppo che tra qualche anno rifonderà Roma.

Era il 26 novembre 1993, il corriere della Sera raccontò una gran serata al Piper di Roma con industriali, nobili, giornalisti e politici vari, cosa è cambiato negli ultimi decenni?

La prima cosa che mi viene in mente è che adesso con il valore del vecchio centone ti conviene fare la spesa per una settimana ed eventualmente invitare gli amici a cena.

La seconda sta nel fatto che per molti rivoluzionari televisivi la pacchia è finita dal momento stesso che nulla di ciò che si sbandierava è stato realmente messo in pratica, se questo era il prologo adesso comprendiamo meglio il finale.

Non valete una Lira