Che cosa è la Panarchia

La Panarchia si adatta in maniera splendida alle regole della logica (la verità come coerenza tra affermazioni), della cibernetica (la legge della varietà necessaria), dell’etica e del diritto (vivi onestamente, non ledere nessuno, dà a ognuno il suo – honeste vivere, neminem laedere, suum cuique tribuere – Ulpiano).

Il fatto che lo stesso vocabolo e la stessa concezione siano utilizzati e siano utilizzabili in contesti differenti come approccio scientifico per affrontare realtà diverse è del tutto in sintonia con l’idea originaria di de Puydt che, considerando la scienza come un insieme di conoscenze veritiere valide dappertutto

“Non ci sono verità che vere in un contesto cessino di esserlo in un altro contesto.”

traspose l’idea del laissez-faire dal campo dell’economia a quello della politica e presentò l’idea di governi concorrenti sullo stesso territorio chiamando ciò Panarchia. Per cui questa applicabilità molteplice è un segno non solo della fertilità dell’idea ma anche della sua veridicità.

Nella parte seguente l’analisi si sposterà sul termine Panarchia con riferimento al tema delle scelte individuali e delle organizzazioni sociali, trattando soprattutto quelli che sono i principi e gli aspetti caratterizzanti della proposta che la rendono uno strumento così ricco e versatile a fini teoretici e pratici.

Il bisogno sentito di chiarire che cosa è la Panarchia deriva dal fatto che, mano a mano che un numero crescente di individui si familiarizza con tale nozione, sarebbe bene se si evitassero due contrastanti tranelli che sembrano riguardare qualsiasi concezione una volta che essa raggiunge un pubblico più vasto.

I tranelli sono:

– Il Dogma. La concezione è imbalsamata e nulla avviene a meno che non sia introdotto e approvato da qualche guida suprema che è riuscita ad appropriarsi della concezione e a diffonderla presso un numero crescente di seguaci.

– Il Magma. La concezione è fluttuante e qualsiasi cambiamento è accetto, sempre e da parte di tutti, e in ciò sono incluse anche idee contraddittorie, formulazioni irrazionali e persino la negazione in maniera subdola dei principi originari di base.

Questo si è verificato in passato in riferimento al capitalismo (trasformato in corporatismo), al socialismo (soffocato nello statismo), al liberalismo (capovolto nel dirigismo); e tutto ciò è potuto avvenire perché gli stregoni del dogma e del magma sono riusciti ad appropriarsi dei termini e a manipolare le concezioni per i loro fini.

Ecco allora perché la definizione scientifica e l’utilizzazione appropriata di un termine/concetto rappresentano un compito permanente, che consiste nel preservare la formulazione originaria (la scintilla geniale) e nell’applicarla in maniera coerente alla realtà attuale (l’impegno genuino). Se l’applicazione non è fattibile o è compiuta in modo tale da negare la formulazione originaria, quella formulazione e il termine collegato devono essere abbandonati; altrimenti ci troveremmo in una situazione simile a quella in cui il corporatismo, lo statismo e il dirigismo sono tuttora definiti e ritenuti come capitalismo, socialismo, liberalismo.

Con riferimento alla Panarchia, un consenso generale tra sostenitori e praticanti dell’idea potrebbe raccogliersi attorno ai seguenti principi/aspetti, e cioè che la Panarchia è:

– Personalistica. Il concetto dell’individuo (la “persona”) svolge un ruolo fondamentale nella Panarchia. Infatti, la Panarchia è volta a rimpiazzare “l’età delle masse”, caratterizzata dalla politica e dagli scontri tra opposte ideologie e fazioni antagoniste (stati, partiti, classi) in cui il singolo individuo è spesso una semplice pedina, con “l’età dell’individuo” e delle sue scelte specifiche che, anche quando non sono condivise o approvate da altri, dovrebbero sempre essere rispettate da tutti in quanto decisioni autonome che riguardano e coinvolgono solo la persona che le ha prese.

– Volontaristica. L’accento sull’individuo non significa che i gruppi e le comunità non siano rilevanti anche nell’ambito della Panarchia ma solo che essi appaiono solo come il risultato di scelte personali di appartenenza e di libero contributo. Con l’eccezione della famiglia a cui una persona appartiene per cause naturali, la Panarchia non prevede gruppi o corpi collettivi ai quali l’individuo è ascritto in maniera automatica, contro la sua volontà. Il volontarismo dichiara la fine di qualsiasi pretesa monopolistica e il rispetto sommo della volontà dell’individuo di essere membro oppure no di qualsiasi comunità di sua scelta, sempre e in ogni caso.

– Universalistica. La Panarchia è una concezione che possiede un livello estremamente elevato di applicabilità generale e di forte coerenza e per questo motivo può essere vista come uno schema universale pratico, accettabile e valido per tutti, dappertutto, in qualsiasi situazione una persona viva e operi.

Il non tener conto di uno di questi tre principi/aspetti dovrebbe costituire ragione sufficiente per metterci in guardia sul fatto che qualcuno sta utilizzando impropriamente il termine Panarchia.

Di solito l’utilizzo improprio deriva dal fatto che alla Panarchia sono attribuite caratteristiche errate e funzioni improprie da parte di coloro che non hanno afferrato completamente il significato e le implicazioni della Panarchia.