Decentralizzare!


Thomas Jefferson formulò molte passaggi interessanti sui diritti naturali dell’essere umano. Ma quando gli fu chiesto di esprimere in sintesi la sua filosofia politica, egli replicò che poteva essere contenuta in una affermazione: “Dividi le regioni in sezioni.” In altre parole: decentralizza, decentralizza, decentralizza!

Esistono parecchi vantaggi che derivano da una decentralizzazione politica intesa come limiti strutturali al potere del governo. Immaginiamo un paese delle dimensioni degli Stati Uniti con solo cinque stati. Adesso immaginiamo lo stesso paese con 500 stati. A parità di condizioni, la seconda situazione ha molte più probabilità di essere favorevole alla libertà che non la prima.

Quanto più piccola è l’unità politica, tanto maggiore è l’influenza che può avere ogni singolo cittadino in politica, diminuendo in tal modo il vantaggio che i gruppi di pressione organizzati hanno nei confronti del pubblico in generale. Inoltre, crescendo il numero di giurisdizioni politiche alternative in rapporto alle persone, l’opzione di fuoriuscita da una di esse da parte del cittadino assume un peso notevole.

La libertà di abbandonare uno stato è molto ridotta se esistono solo pochi altri stati dove andare; ma, con un numero elevato di stati, la probabilità di trovare una destinazione soddisfacente cresce di molto.

In aggiunta a ciò, la concorrenza tra gli stati può servire da freno al potere dello stato, dal momento che se uno stato diventa troppo oppressivo i cittadini possono votare la sfiducia andandosene. Inoltre, la decentralizzazione attenua l’impatto degli errori del governo. Se un singolo governo centralizzato decide di attuare un qualche piano mal congegnato, tutti ne soffrono. Ma con molti stati che attuano politiche differenti, un provvedimento cattivo può essere evitato mentre una misura positiva può essere copiata (Anche in questo caso la concorrenza può servire come un processo di scoperta).

La struttura federale degli Stati Uniti, per quanto imperfetta, può ben spiegare perché tale paese non è scivolato così rapidamente nel socialismo statalista come i paesi Europei – questo perché i cittadini di ogni stato americano godevano della libertà di movimento su tutto il territorio federale mentre questo non era il caso nella maggior parte degli stati europei. (Cinquanta stati è certamente meglio che un solo stato – sebbene questa situazione si discosti parecchio dalla concezione Jeffersoniana che sei miglia quadrate fosse la dimensione ottimale per una unità politica all’interno di una repubblica).

E il sistema Svizzero dei cantoni, che è ancora più decentralizzato, ha senza dubbio giocato un ruolo simile nel preservare la libertà di cui godono gli Svizzeri. (Il libro di Frances Kendall e Leon Louw, After Apartheid ha aiutato a porre all’attenzione dei gruppi libertari l’utilità di un sistema basato sui cantoni per i paesi lacerati da conflitti etnici; ma l’attrazione di tale modello non si limita a questi casi).