Dissociazione, Votazione e Libertà

Vorrei qui offrire un ipotetico caso di libertà senza democrazia.

Questo è lo scenario: Supponiamo che si crei un nuovo stato non-territoriale. Chiamiamolo Liberista! Per diventare un cittadino di Liberista! basta solo versare una quota annuale. Non ci sono tasse da pagare allo stato. In quanto cittadino di Liberista! puoi vivere in qualsiasi luogo in cui Liberista! ha una ambasciata. Liberista! affitta sedi diplomatiche in molti paesi del mondo. Le ambasciate di Liberista! sono disseminate dappertutto come gli hotel Hilton, ma molte sedi riservano anche spazi per grandi insediamenti di case unifamiliari, uffici e altro.

Lo status giuridico di coloro che vivono in un complesso diplomatico come cittadini di Liberista! è paragonabile a quello di un diplomatico. Si può viaggiare liberamente all’interno del paese ospitante, esenti però dal pagare tasse sul reddito e sulla proprietà. Al tempo stesso il governo di Liberista si aspetta da te che tu paghi le multe per infrazioni stradali eventualmente commesse e che in generale non abusi del tuo status diplomatico. Servizi pubblici come l’acqua e la raccolta dei rifiuti sono ottenuti su pagamento da fornitori che esistono nel paese ospitante. Il caso può essere che tu, come cittadino singolo, stipuli un contratto con questi fornitori o lasci che lo faccia per te Liberista! dietro il pagamento di un quota.

Liberista! è gestita come una catena di hotel. Come cittadino non hai diritto di voto più di quanto possa averne un cliente di un Holiday Inn. Tu puoi, ad ogni modo, formulare suggerimenti e avanzare lamentele.

Chiaramente, possono esistere varie compagnie transnazionali in concorrenza tra di loro, ognuna con le sue sedi in franchise, pardon, le sue ambasciate, dappertutto nel mondo. Un mondo simile è descritto nel romanzo di fantascienza Snow Crash, e io non accampo nessuna pretesa di originalità.

Se esistesse un franchise di Liberista! vicino a dove io vivo vi aderirei. Ma trasferirmi in Virginia non mi andrebbe bene perché mia moglie passa molto del suo tempo a prendersi cura di sua madre che vive a Baltimora e l’ultima cosa di cui sentiamo bisogno è di passare più tempo in automobile spostandoci da un posto all’altro.

Io non intendo assolutamente sostenere che si risolverebbero tutti i problemi attuando questo modello di cittadinanza basato su entità transnazionali in concorrenza tra di loro. Ma penso che dovremmo pensare al di là della gabbia rappresentata dal governo territoriale su base monopolistica. A mio avviso, una volta che usciamo dalla gabbia, allora l’opzione di dissociazione (exit) diventa una alternativa plausibile all’opzione voto (voice).

Se tu hai a cuore la libertà, io penso allora che la dissociazione è un meccanismo di gran lunga migliore rispetto al voto quando si tratta di esprimere le proprie preferenze. Certamente ci possono essere altri valori, oltre quello della libertà, che secondo te hanno una priorità maggiore e che ti potrebbero portare a volere che le persone siano costrette a vivere sotto governi che hanno un potere monopolistico su vasti territori. Ma questo è un argomento differente.