Enkidu maledice il cacciatore e la prostituta


Quando l’alba spuntò,
Enkidu sollevò la sua testa e si rivolse piangendo a Shamash;
le sue lacrime scorrevano davanti allo splendore del Sole:
“Io mi rivolgo a te, o Shamash, a seguito dell’azione a me ostile,
(a causa del) cacciatore, il girovago,
che non mi ha trattato come il mio amico:
possa il cacciatore non essere equiparato al suo amico,
possa egli perdere i suoi guadagni, che le sue forze diminuiscano;
egli ha tolto infatti dal tuo cospetto la sua quota (offerta),
non lo ammettere alla tua presenza, fallo uscire dalla finestra”.
Dopo che ebbe maledetto il cacciatore secondo i desideri del suo cuore,
egli si apprestò a maledire pure Shamkat, la prostituta:
“Vieni, Shamkat, voglio fissarti il destino!
Un destino che mai si attenui, che duri per sempre!
Io ti voglio maledire con una grande maledizione!
Le mie maledizioni possano colpirti all’istante.
Tu non farai della tua casa una casa di prosperità;
tu non amerai i giovani pieni di vita;
tu non li farai entrare nella casa delle donne;
che la tua bella vulva sia sporca di escrementi;
il beone possa insozzare i tuoi vestiti di festa con il suo vomito;
non otterrai le cose belle;
i tuoi cosmetici saranno la grezza creta del vasaio;
mai otterrai il puro olio profumato;
i giudici [ ];
puro argento, la ricchezza degli uomini, non sarà mai accumulata nella tua casa;
il luogo della tua voluttà sarà il tuo portico;
i crocicchi delle strade saranno la tua abitazione;
il deserto sia il luogo dove tu dormi;
all’ombra delle mura tu possa sedere;
possano rovi e spine circondare i tuoi piedi;
il bevitore e l’assetato possano colpire le tue guance;
[ ] possa ruggire contro di te;
il costruttore non stucchi le mura della tua casa;
sul tetto della tua casa possano annidare i gufi;
nella tua casa non ci sia mai festa;
[ ] del tuo amante;
colui che penetra nella (tua) vulva possa prendere la sifilide,
la sifilide che alberga nella tua vulva possa essere il suo dono,
perché tu hai sedotto me, il puro, all’insaputa di mia moglie,
e poiché tu hai peccato contro di me, il puro, nella mia steppa”.