Enkidu vaneggiando si rivolge alla porta


Enkidu sollevò i suoi occhi,
alla porta rivolge la parola come [ ]:
“O porta di montagna, sei proprio insipiente non hai intelligenza;
Eppure io per venti leghe ho selezionato per te il legno, finché non ho trovato uno splendido cedro.
Nessun legno può eguagliarti, la tua altezza è di sei spanne,
la tua larghezza di due spanne, la tua soglia,
il tuo cardine superiore e il tuo stipite inferiore sono fatti di un solo legno;
ti ho fatto io, io ti ho portato a Nippur;
ricorda, o porta, io ti ho fatto un favore, e ciò era una buona azione fatta per te;
io stesso ho sollevato l’ascia, ti ho tagliato, il cindolo ho trascinato fino al tempio di Shamash,nel tempio di Shamash ti ho innalzato
io stesso ti ho posto come porta di Shamash;
ti ho lavorato e fatto degna degli dei;
e ad Uruk [ ].
An e Ishtar e [ ]
poiché [ ].
Ora, o porta, sono stato io che ti ho fatto, sono stato io che ti ho portato a Nippur.
Eppure il re che verrà dopo di me, passerà attraverso di te, Gilgamesh passerà attraverso i tuoi stipiti,
egli cancellerà il mio nome e vi apporrà il proprio”.
Egli (=Enkidu) abbatté la porta e la ridusse in pezzi.