Gilgamesh: Il sesso come rito di iniziazione alla civiltà


Shamkat lo vide, l’uomo primordiale,
il giovane la cui selvaggia virilità viene dal profondo della steppa.
Il cacciatore disse: “E’ lui, o Shamkat, denuda il tuo seno,
allarga le tue gambe perché egli possa penetrarti.
Non lo respingere, abbraccialo forte,
egli ti vedrà e si avvicinerà a te.
Sciogli le tue vesti affinché egli possa giacere sopra di te;
dona a lui, l’uomo primordiale, l’arte della donna.
Allora il suo bestiame, cresciuto con lui nella steppa,
gli diventerà ostile,
mentre egli sazierà le sue brame amorose”.
Shamkat denudò il suo seno, aprì le sue gambe ed egli penetrò in lei.
Essa non lo respinse, lo abbracciò fortemente,
aprì le sue vesti ed egli giacque su di lei.
Essa donò a lui, l’uomo primordiale, l’arte della donna,
ed egli saziò con lei le sue brame amorose.
Per sei giorni e sette notti Enkidu giacque con Shamkat e la possedette.
Dopo essersi saziato del suo fascino,
volse lo sguardo al suo bestiame:
le gazzelle guardano Enkidu e fuggono,
gli animali della steppa si tengono lontani da lui.
Enkidu era diverso, una volta che il suo corpo
era stato purificato:
le sue gambe, che tenevano il passo delle bestie,
erano diventate rigide;
Enkidu non aveva più forze, non poteva più correre come prima;
egli però aveva ottenuto l’intelligenza; il suo sapere era divenuto vasto.
Egli desistette e si accovacciò ai piedi della prostituta.
La prostituta lo guardò attentamente,
e ciò che gli diceva la prostituta egli andava ascoltando attentamente.
Ella, allora, parlò a lui, a Enkidu:
“Tu sei divenuto buono, o Enkidu, sei diventato simile a un dio.
Perché vuoi scorrazzare ancora nella steppa con le bestie selvagge?
Vieni! Lasciati condurre a Uruk, all’ovile,
alla pura Casa, l’abitazione di An ed Ishtar,
dove Gilgamesh primeggia in forza:
e, simile a un toro selvaggio, è più potente di ogni essere umano”.
Così ella parlò a lui e il suo discorso trovò orecchie favorevoli.
Egli, infatti, sarebbe andato alla ricerca di un amico,
di uno che lo potesse capire.
Enkidu parlò a lei, alla prostituta:
“Vieni Shamkat; conducimi alla pura e santa Casa, l’abitazione di An ed Ishtar,
dove Gilgamesh primeggia in forza:
e, simile a un toro selvaggio, è più potente di ogni essere umano.
Fammi competere con lui, lo voglio provocare:
proclamerò in Uruk: “Io sono il più forte!”,
andrò e cambierò l’ordine delle cose;
colui che è nato nella steppa è superiore a lui”.