Il divario delle scienze

Nel 1956 Charles P. Snow, un fisico e romanziere, tenne una conferenza all’università di Cambridge in Inghilterra il cui titolo estremamente significativo era “Le Due Culture.”
Nel suo discorso Snow evidenziò il fatto che un enorme “divario di reciproca incomprensione – talvolta ostilità e antipatia, ma per lo più mancanza di comprensione” si era instaurato tra “gli intellettuali letterati da una parte [e] dall’altra gli scienziati, in particolare coloro che più rappresentavano la scienza e cioè i fisici.”

Non solo essi erano incapaci di comunicare gli uni con gli altri ma essi non erano neanche desiderosi di farlo, comportandosi come se l’altro non esistesse.

Anche il fatto che tuttora ci si riferisca a coloro che operano in diversi campi di ricerca utilizzando termini differenti, rivela apertamente il divario esistente: intellettuali sono chiamati i letterati e coloro che si occupano del settore umanistico, mentre scienziati sono coloro che si occupano dei fenomeni fisici, tecnologici e biologici.

All’inizio del XXI secolo il divario è ancora presente e, nella realtà dei fatti, essendo esistito per un periodo così lungo, è cresciuto a tal punto che adesso fa parte di uno scenario del tutto normale della vita contemporanea. La permanenza di questo divario è un fatto ancor più straordinario considerato che siamo attualmente immersi in un mondo tecnologizzato a causa delle innumerevoli scoperte degli scienziati ma, al tempo stesso, continuiamo ad utilizzare (o siamo costretti ad utilizzare) metodi e strumenti di analisi e di organizzazione sociale propri di un passato feudale.

La conoscenza scientifica e la padronanza tecnica dei fenomeni naturali conseguono ogni giorno nuove vittorie senza precedenti. Ma nella vita pratica e di relazioni dell’essere umano la sconfitta del pensiero razionale sembra essere completa e irrevocabile. In questo campo si suppone che la persona moderna dimentichi tutto ciò che ha appreso nello sviluppo della sua vita intellettuale. Essa è spinta a ritornare ai primi rudimenti della cultura umana.
(Ernst Cassirer, Il mito dello stato, 1946)

Sebbene molti continuino a non riconoscerlo o a non rendersene conto, il divario è diventato ora uno scontro la cui natura e le cui conseguenze devono essere non solo esaminate ma anche prese seriamente affrontate.