Il Governo Nazionale

Il governo nazionale ha un ruolo essenziale da svolgere nel coordinare le politiche dei vari cantoni.

E, nonostante ciò, i suoi poteri devono essere rigorosamente ridotti, altrimenti l’intero obiettivo del decentramento non sarà realizzato.

Se il governo nazionale, piuttosto che i cantoni, è il luogo principale dove si prendono le decisioni, allora la concorrenza tra giurisdizioni diventa priva di valore, e i cantoni degenererebbero in raggruppamenti di interessi particolari in gara per conquistarsi il potere centrale.

Per questo i poteri nazionali devono essere più severamente limitati (non già attraverso buone intenzioni scritte su carta, ma strutturalmente) dei poteri dei cantoni, in modo da indirizzare le eventuali controversie verso il basso, a livello cantonale (e quindi verso il mercato concorrenziale).

Ci sono molti modi per realizzare ciò: limiti severi all’esercizio del potere, super-maggioranze come condizione per la presa di decisioni, un potere esecutivo pluralistico, ecc.

Un suggerimento promettente, avanzato da Robert Heinlein nel suo racconto The Moon is A Harsh Mistress, sarebbe quello di un Parlamento composto da due Camere: una Camera in cui si richiedono i due terzi dei voti per far passare una legge, un’altra in cui è sufficiente un terzo dei voti per cancellare una legge.

Sarebbe soprattutto utile che la prima fosse composta di rappresentanti dei cantoni (assicurando così la massima partecipazione dei vari gruppi di interesse al processo legislativo) e l’altra da rappresentanti eletti dal popolo (attuando in tal modo il principio sostenuto da Isabel Paterson in The God of the Machine, che ogni regime politico stabile deve garantire un canale ufficiale perché le masse esercitino il diritto di veto).

Un governo centrale debole e cantoni virtuali floridi potrebbe essere il modo per unire il meglio dell’anarchia e di un governo limitato.