Il mostro che incute paura

“Per proteggere la Foresta dei Cedri,
per incutere timore agli uomini, lo ha destinato Enlil.
Khubaba, il cui grido è il diluvio,
il cui soffio è fuoco, il cui respiro è morte,
può udire a una distanza di sessanta leghe attraverso gli alberi della Foresta:
chi può dunque addentrarsi nella sua Foresta?
Per proteggere la Foresta dei Cedri,
per incutere timore agli uomini, lo ha destinato Enlil.
e una spossatezza fisica si impadronisce di chi osa penetrare nella sua Foresta”
Gilgamesh parlò a lui, ad Enkidu,
al suo amico rivolse la parola:
“Amico mio! Chi dei mortali può salire al cielo?”
Lacuna di 19 righe (Gilgamesh fornisce la motivazione che lo spinge a recarsi nella foresta dei cedri: il desiderio cioè di acquisire quella
fama che lo renderà immortale. Le argomentazioni sembrano convincenti, tanto che, quando il testo riprende gli artigiani sono già all’opera).
Gli artigiani sedettero e rifletterono sul da farsi;
Essi forgiarono una grande ascia bipenne,
un’ascia?pashu dal peso di un talento di bronzo forgiarono,
le loro spade ciascuna dal peso di un talento forgiarono,
le loro guaine pesano ciascuna un talento.
hepi eshshu (=rottura recente)