Il problema della struttura


Come apparirebbe la costituzione di una nazione libera?
Tentando di rispondere a questa domanda pensiamo subito in termini di una Carta dei Diritti, di limitazioni al potere del governo, e così via. E qualsiasi costituzione degna di essere introdotta includerebbe questi aspetti. Ma se una costituzione deve essere qualcosa di più di un elenco di pii desideri, deve anche specificare la struttura politica necessaria ad assicurare che queste libertà non siano erose o ignorate. Si consideri la Costituzione della vecchia Unione Sovietica, che garantiva ogni sorta di libertà altisonanti per i propri cittadini – ma che in pratica si è rivelata essere un insieme di vuote promesse, dal momento che la sua interpretazione e attuazione rimanevano nelle mani di uno stato centrale monolitico e assoluto.

Delineare una costituzione è un esercizio di economia della scelta pubblica; i politici reagiscono agli incentivi, e per questo la struttura di incentivi politici deve essere disegnata in modo tale che coloro che rivestono posizioni di comando non possano approfittare di una crescita del potere statale.

Questo era l’intento di coloro che redassero la Costituzione degli Stati Uniti d’America quando misero in atto il sistema federale. Si voleva che ogni ramo del governo fosse geloso degli altri rami, e quindi avesse interesse a controllarne l’espansione. Al tempo stesso, l’ampia base di coloro che erano rappresentati doveva assicurare che nessun interesse particolare riuscisse a manipolare il governo.

Come abbiamo da tempo imparato a nostre spese, l’esperimento si è dimostrato fallimentare. Madison e i suoi colleghi non poterono prevedere il processo di reciproco scambio di favori attraverso il quale i rami del governo e gli interessi particolari (“le fazioni”) che avrebbero dovuto controllarsi di continuo a vicenda hanno invece fatto spazio alle reciproche cupidigie in cambio di reciproche concessioni. Eppure qualcuno vide in anticipo il pericolo; un poeta anti-federalista, lamentando la recente ratifica della Costituzione, scrisse:

In cinque brevi anni, logorando la libertà
Lasciammo la repubblica per abbracciare sua maestà;
Il Congresso e il Presidente la prova arrecheranno
che del Parlamento e del Re la copia diverranno.

E così l’agile confederazione divenne un Leviatano imperiale enorme.