Il Sistema degli Anelli.

“il sistema” reale non è l’astrazione delle regole come sostengono i facoltosi economisti e politici che ci parlano ogni giorno da microfoni e telecamere pagati da noi. Il sistema è l’insieme concreto degli strumenti, delle persone che li fabbricano e di quelle che li usano.

Ciascun uomo è sempre mosso da un’intenzione: se manca quella, per quanto confusa, l’uomo non si muove. Un’intenzione, che corrisponde al suo bisogno (a quello che il protagonista percepisce come tale).

Gli strumenti, nella teoria astratta di quei politici, economisti e opinionisti, rispondono all’intenzione di chi è in relazione con essi: ma quella loro astrazione teorica non tiene conto del fatto che, nella realtà reale, prevale sempre l’intenzione di chi, gli strumenti, li fabbrica.

Uno strumento non è passivo come potrebbe sembrare ai teorici, ma ha un moto proprio: è quello che gli ha impresso il suo creatore. L’aveva insegnato magistralmente il Prof. J.R.R. Tolkien: “L’Anello brama oltre ogni cosa di tornare nelle mani del suo padrone: un tutt’uno”.

Il sistema teorico, il sistema economico e finanziario delle regole, in sè si presenta come più che adatto alle comunità: ma non lo è, e non lo sarà mai. Il motivo è molto semplice… si tratta di un sistema di regole, uno strumento, creato da persone che hanno un’intenzione molto precisa: il proprio lucro, che naturalmente non può essere messo in discussione pena il crollo del sistema. E a tale intenzione, ben prima che ad altre, questo sistema non potrà che rispondere.

Fino a quando non sarà rifatto, magari con regole identiche a quelle che lo caratterizzano ora, ma scritte dal basso. Da persone che abbiano, come loro prima ed unica intenzione, lo sviluppo della comunità: di cui loro e i loro discendenti, incidentalmente, beneficeranno… per logica conseguenza, e mai per intenzione primaria. Solo allora, sarà possibile una democrazia reale: quando il candidato e l’eletto saranno privi di conflitto d’interesse rispetto alla comunità. Quando il fare politica non avrà alcuna più alcuna convenienza particolare per chi la fa. Quando ciò che sino ad oggi è stato chiamato politica sarà chiamato per ciò che è stato veramente: “antipolitica”. Ossia, contro la comunità. Contro i cittadini, e a vantaggio di una sola parte di loro: un partito.