La dea Ishtar si innamora di Gilgamesh

Egli lavò la sua sporcizia, fece brillare le sue armi, ributtò i suoi capelli sulla schiena;
gettò via i suoi sporchi vestiti e ne indossò di puliti,
egli si rivestì dei paludamenti regali e li legò alla cintura.
Gilgamesh si pose sul capo la sua corona.
Allora Ishtar, la principessa, volse gli occhi sulla bellezza di Gilgamesh:
“Orsù Gilgamesh, sii il mio amante!
Donami come regalo la tua virilità!
Sii il mio sposo ed io sarò la tua sposa.
Ti farò preparare un carro di lapislazzuli e dai finimenti d’oro, con ruote d’oro e corna di diamanti.
Tu vi farai alloggiare i demoni Umu come fossero grandi muli!
Entra nella nostra casa attraverso la fragranza del cedro.
Quando tu entrerai nella nostra casa,
la soglia splendidamente dorata bacerà i tuoi piedi!
Re, nobili, principi si inchineranno davanti a te.
Le genti della montagna ed il Paese ti saranno tributari;
le tue pecore figlieranno trigemini, le tue capre gemelli, i tuoi puledri a pieno carico supereranno il mulo.
I tuoi cavalli al carro correranno veloci, i tuoi buoi sotto il giogo saranno insuperabili”.