La dea Ninsun e il dio Sole


Ninsun prestò attenzione alle parole di Gilgamesh, suo figlio.
Essa ripensò attentamente a tutto ciò che aveva ascoltato,
nella sua stanza entrò;
si purificò con la saponaria,
si vestì con un abito adatto al suo corpo,
adornò il suo petto con una collana di perle,
si pose sul capo la sua corona splendente,
acqua versò sul pavimento,
salì sul tetto del palazzo.
Si presentò davanti a Shamash e fece un’offerta d’incenso,
essa portò le primizie davanti a Shamash e sollevò le sue braccia:
“Perché hai scelto proprio mio figlio Gilgamesh dandogli un cuore cui non è concessa quiete?
Ed ora, dopo che tu lo hai contaminato,
egli vuole intraprendere il lungo viaggio per il luogo dove abita Khubaba.
Egli ingaggerà una lotta dall’esito incerto,
camminerà per sentieri sconosciuti,
fino al giorno in cui, dopo aver viaggiato in lungo e in largo,
non raggiungerà finalmente la Foresta dei Cedri,
e ucciderà il feroce Khubaba,
sterminando nella montagna tutto il male che tu odi.
Nel giorno in cui tu gli suggerirai di partire, sii al fianco di mio figlio,
ed essa, Aia, la tua dolce sposa, non abbia timore di raccomandarlo a te;
affidalo alle guardie della notte i pastori ampia lacuna