La forza dell’indipendenza


Continuo a non comprendere il problema sollevato da alcune persone riguardo a Beppe Grillo e il movimento cinque stelle, chiedo aiuto a tutte le persone “normali” per capire cosa succede, consapevole che la somma delle intelligenze è possibile grazie alla rete, ed ha un valore enorme non comparabile con alcun partito o politico, attuale o futuro, chiedo il vostro aiuto, fino ad oggi ho compreso che il movimento 5 stelle è un’idea e non un’ideologia, quindi come idea può essere applicata da tutte le persone che la condividono senza restrizioni.

Sarà questo il vero obiettivo?
L’obiettivo è che i cittadini si occupino direttamente della politica e non quello che diventino dei politici?
Un eletto risponde solo alla sua coscienza e all’applicazione del programma, o a fantomatici comitati, assemblee e cerchie di amici?

Eppure le regole sembrano semplici così come sono scritte nel regolamento interno (non statuto): chi è incensurato, non abbia svolto due mandati elettivi e non sia iscritto a partiti può candidarsi.

I partiti non sono tutti uguali, ma sono pur sempre società d’intermediazione tra il cittadino e la cosa pubblica. Sovrastrutture obsolete con costi esosi senza valore aggiunto, mentre la rete rende le persone consapevoli e favorisce nuove forme d’aggregazione, di partecipazione, tutto al contrario dalle organizzazioni verticistiche o di quei gruppi auto referenziali che si aggregano in movimenti vari.

La forza è nell’indipendenza dei suoi eletti e dei suoi attivisti e nel loro essere persone che svolgono un incarico sociale senza secondi fini, ma il movimento è veramente senza indirizzi, assemblee, coordinamenti?

Siamo sicuri che con l’arrivo d’infiltrati e l’emergere di carrieristi della politica non diventerà un partito?

Si può evitare che ciò avvenga?

Il cittadino è l’unico responsabile del suo destino, nelle false democrazie dove l’unico gesto concesso è mettere una croce su una scheda, senza mai discuterne le idee si può dedurre che chi non ha capito nulla del cambiamento, ne è escluso o ne verrà escluso e può ritenersi responsabile del rallentamento di questo cambiamento e perché ciò avvenga.

Il futuro è post ideologico e una nuova generazione sta prendendo coscienza di sé e del precipizio finanziario, sociale, economico creato dall’attuale sistema. Cambiare il sistema ed emarginare chi l’ha creato e consentito è l’unica scelta.

La vera alternativa è far entrare degli uomini e delle donne nelle istituzioni che rispondano solo alla Nazione e al proprio mandato, gente comune incensurata e senza scopo di lucro, operai, precari, disoccupati, casalinghe, commercianti, piccoli industriali, insegnanti, camionisti, impiegati, ed ognuno risponderà al programma e alla propria coscienza, non a organi direttivi di qualunque tipo e non potrà entrare in un gruppo parlamentare formato da altri partiti, solo in questo modo ogni candidato avrà la libertà di potersi esprimere liberamente senza chiedere il permesso a nessun capo bastone o gruppo, sarà la sua vera forza, il cittadino che si fa Stato e non un gruppo di cittadini che si sostituiscano ai partiti con un altro partito.

Così come si delinea da una accurata lettura del regolamento interno, nel movimento di Beppe Grillo l’apparenza inganna, la quasi completa libertà fornita può portare a perdersi in un mondo non del tutto
definito e coloro che cercano riparo in una nuova casa, si ritroveranno allo scoperto sotto le stelle, non fidatevi dei grillini, movimentisti, attivisti o carrieristi vari e di Beppe Grillo stesso, chi sorregge tutta l’infrastruttura sono quelle figure che non vedrete mai in TV, non hanno un book fotografico ammaliante, ma sono quelle persone che ogni giorno combattono per portare un piccolo risultato al cambiamento.

In questo scenario il vero problema è quello d’individuare ed investire su persone di provata storia e fede civica, perché il singolo individuo fa la differenza, queste persone ci sono ma nessuno le considera e finiscono nel tritacarne generale della rete e avanti un altro in movimento, mentre altri si perderanno nell’amarezza e delusione, vedendo il proprio obiettivo non realizzabile in questo contesto, e nell’aver consumato tempo e risorse per un progetto universale.

Questo è fisiologico e naturale se non addirittura necessario, quindi attenti ai drogati di democrazia perché democratici non sono, attenti ai drogati di libertà perché liberi non sono.

La forza dell’indipendenza di ognuno che conta uno se si fa carico delle proprie responsabilità
Tutto il resto sono slogan che servono solo a mascherare il vuoto.

Ma si sa detto da uno che conta zero tutto questo lascia il tempo che trova

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