La missione esplorativa degli uccelli


Aprii allora lo sportello e la luce baciò la mia faccia.
Mi abbassai, mi inginocchiai e piansi.
Sulle mie guance scorrevano due fiumi di lacrime.
Scrutai la distesa delle acque alla ricerca di una riva:
finché ad una distanza di dodici leghe non scorsi un’isola.
La nave si incagliò sul monte Nisir.
Il monte Nisir prese la nave e non la fece più muovere;
un giorno, due giorni, il monte Nisir prese la nave e non la fece più muovere;
tre giorni, quattro giorni, il monte Nisir prese la nave e non la fece più muovere;
cinque giorni, sei giorni, il monte Nisir prese la nave e non la fece più muovere.
Quando giunse il settimo giorno, feci uscire una colomba, la liberai.
La colomba andò e ritornò, un luogo dove stare non era visibile per lei, tornò indietro.
Feci uscire una rondine, la liberai;
andò la rondine e ritornò, un luogo dove stare non era visibile per lei, tornò indietro.
Feci uscire un corvo, lo liberai.
Andò il corvo e questo vide che l’acqua ormai rifluiva, egli mangiò, starnazzò, sollevò la coda e non tornò.