La solidarietà e la casta dei giornalisti


Quello che mi insospettisce del caso Sallusti è la solidarietà bipartisan del mondo giornalistico, da Feltri a Travaglio. Scrive il suo acerrimo nemico Travaglio sul “Fatto Quotidiano”:

“… Sallusti è stato condannato per aver diffamato su “Libero” un giudice tutelare di Torino in un articolo del 2007 scritto da un altro sotto pseudonimo, di cui gli è stato attribuito l’omesso controllo in veste di direttore responsabile. Non so cosa fosse scritto in quell’articolo, ma non dubito che fosse diffamatorio, vista la normale “linea Sallusti”. Però ora non m’interessa, perché ciò che conta è il principio”.

Posso chiedere la franca opinione?

A me questo fronte compatto puzza di difesa a prescindere della casta giornalistica, che non condivido per tre motivi.

1) Che significa essere direttore responsabile?
2) E i diritti della parte lesa che ha sporto querela? Troppo comodo nascondersi vigliaccamente dietro l’anonimato per poi invocare la libertà di opinione
3) Il contenuto dell’articolo non è irrilevante: chiunque può diffamare a mezzo stampa sotto pseudonimo e farla franca?

Ecco perché mi interessano di più i pareri di persone che ritengo dotate di onestà intellettuale.