Le lusinghe pericolose di Khubaba ormai vinto

Khubaba, cercando si salvarsi, si rivolse a Gilgamesh:
“Gilgamesh, tu sei piccolo: tua madre ti ha (appena) partorito,
e tu sei il seme di Lugalbanda.
Tu ti sei sollevato per volere di Shamash,
Signore della Montagna,
tu, l’erede di Uruk,
re Gilgamesh,
Gilgamesh io mi metterò a tua disposizione [ ]
tu avrai per te tutti gli alberi che vorrai,
ti riserverò come dono speciale il mirto,
tronchi di legno che siano orgoglio del tuo palazzo”.
Enkidu fece udire la sua parola e disse, così parlò a Gilgamesh:
“Amico mio, non ascoltare le parole di Khubaba
lacuna di circa 20 righe
(parla Khubaba)
“Tu hai scoperto le leggi della mia Foresta,
le leggi della mia abitazione,
ed ora conosci tutto ciò che (per essa) è stato deciso.
Io avrei dovuto scaraventarti in alto e ucciderti all’entrata della mia Foresta
avrei dovuto dare in pasto la tua carne ai serpenti volanti,
alle aquile e agli avvoltoi.
Ma ora, o Enkidu, sta a te decidere la mia sorte e dì a Gilgamesh di risparmiare la mia vita”.
Enkidu fece udire la sua voce e parlò, così disse a Gilgamesh:
“Amico mio, Khubaba, il guardiano della Foresta dei Cedri,
azzoppalo, uccidilo, schiaccialo in modo che io possa sopravvivere.
(Fa ciò) prima che il capo di tutti, Enlil,
possa udirlo e gli dei siano pieni di collera con noi,
Enlil, a Nippur, Shamash a Sippar.
Fa ciò ad eterna memoria,
come Gilgamesh sgozzò Khubaba [ ]”.
Khubaba però udì e [ ]
lacuna di circa 62 righe
Ora, o Enkidu, sta a te decidere la mia sorte e dì a Gilgamesh di risparmiare la mia vita”.
Enkidu fece udire la sua voce e parlò, così disse a Gilgamesh:
“Amico mio, Khubaba, il guardiano della Foresta dei Cedri,
uccidilo e (Fa ciò) prima che il capo di tutti,
Enlil, possa udirlo e gli dei siano pieni di collera con noi,
Enlil, a Nippur, Shamash a Sippar.
Fa ciò ad eterna memoria,
come Gilgamesh sgozzò Khubaba”.
Khubaba però udì e
lacuna di circa. 23 righe
(parla Khubaba)
“Nessuno dei due deve sopravvivere al suo amico;
ambedue non raggiungano la vecchiaia;
oltre al suo amico Gilgamesh, Enkidu non abbia amici!”.
Enkidu fece udire la sua voce e parlò, così disse a Gilgamesh:
“Amico mio, io parlo a te, ma tu non mi ascolti!
lacuna di circa. 40 righe
(uccisione del mostro Khubaba. Lo sviluppo dell’azione si può ritrovare su alcune tavolette appartenenti all’Epopea Paleo babilonese.
Questa risale al 1800 a.C., molti secoli prima di quelle rinvenute nella Biblioteca di Ninive databili attorno all’800?700 a.C. All’epopea
paleo babilonese non appartiene il frammento sul Diluvio ritrovato da George Smith quando si recò in Mesopotamia, ma probabilmente le
opere sono coeve. Dell’Epopea paleo babilonese è stato ritrovato un colofone:
Tavola II: egli è superiore agli altri re.
da esso apprendiamo che la composizione iniziava con la riga 27 delprologo dell’Epopea e che era già suddivisa in varie tavole anche se
probabilmente è meno lunga della epopea classica. Da questa si apprende che l’uccisione del mostro è opera di tutti e due gli eroi: mentre
Gilgamesh lo colpisce alla nuca, Enkidu gli trafigge il cuore).