lo schema di Aphthonius (parte 2)


QUOMODO? (come?)
Ritirandosi o disassociandosi a livello personale dagli stati territoriali in esistenza, reclamando la propria personale indipendenza da essi, la libertà dalle loro imposizioni fiscali, istituzioni, leggi e giurisdizioni, ed anche vantando i propri diritti sulla parte di beni di loro spettanza, presenti nello stato territoriale da cui si sono dissociati.

Al tempo stesso gli individui devono dichiarare la loro disponibilità a pagare la loro quota per sostenere i costi delle istituzioni di cui essi fanno uso o vogliono continuare ad utilizzare in comune con i membri degli stati territoriali. Tutti gli aspetti della questione vanno negoziati in maniera pacifica e risolti per arbitrato.

Coloro che si sono dissociati dall’appartenenza a stati territoriali devono essere liberi di decidere quale sistema elettivo. amministrativo, contributivo e contabile essi vogliono adottare per sé stessi. Attraverso l’introduzione di istituzioni e governi alternativi e paralleli, società libere e sistemi sperimentali, tutti caratterizzati dalla volontarietà e aterritorialità, con proprie corti costituzionali, leggi personali, giurisdizioni, forme di protezione e servizi vari, in libera competizione con i regimi territoriali attuali, ma sciolti da pesi e regolamentazioni imposti alle istituzioni di natura territoriale. In altre parole, libertà per organizzazioni e pratiche alternative concernenti l’educazione, la polizia, l’amministrazione della giustizia, le prigioni, i parchi, le biblioteche, le banche, la moneta, i sistemi
finanziari, e così via…

Facendo emergere le preferenze del consumatore o contraente singolo, mirare a che le migliori istituzioni e i migliori fornitori di servizi mettano fuori gioco in maniera pacifica coloro che offrono servizi più scadenti, che sono ancora imposti a intere popolazioni.

Coloro che sono a favore degli stati territoriali dovrebbero mantenere le loro leggi e istituzioni, ma non dovrebbero imporli agli altri.

CUR? (perché?)
Perché le istituzioni territoriali, con i loro monopoli, dimensioni, burocrati avidi di potere, e politiche dettate dal principio convenzionale di sovranità territoriale, hanno portato a continui conflitti di cui quelli tra partiti corrotti in lotta tra di loro rappresentano uno dei mali minori, mentre le guerre nazionali, le rivoluzioni violente e il terrorismo di governi o di gruppi dissidenti rappresentano i mali maggiori.

Con gli opposti campi dotati ampiamente di armi di uccisione di massa o altri strumenti di distruzione, il prezzo da pagare al territorialismo, in termini di libertà, godimento di diritti, sicurezza, vite e risorse,
fino alla sopravvivenza del genere umano è diventato troppo alto per essere ulteriormente tollerabile.

La pace, la giustizia, la libertà, il progresso e la ragione possono fiorire e svilupparsi solo attraverso l’affermarsi dell’aterritorialità e del volontarismo, attraverso la libertà di azione universalmente accettata di modo che ognuno possa andare per la sua strada, a realizzare i propri ideali, a suo rischio e onere, ma anche a suo beneficio.

Motivazioni e opportunità per aggressioni e crimini sarebbero allora minimizzati, persino gli obiettivi contro cui indirizzare gli strumenti di sterminio di massa svanirebbero.

QUANDO? (Quando?)
In qualsiasi momento, quando la situazione è matura per compiere passi verso una vera secessione e auto-amministrazione, ad esempio durante inflazioni galoppanti, introducendo allora nuove valute, stabili e in concorrenza tra di loro; durante periodi di disoccupazione di massa, ponendosi come obiettivo la piena occupazione attraverso strumenti di scambio emessi in maniera alternativa e responsabile, meccanismi di compensazione e standards di valore sensati e solidi, soggetti a libera accettazione o rifiuto da parte dei potenziali utilizzatori.

Quando un governo territoriale vuole iniziare un’altra ingiusta guerra. In ogni momento allorché un despota diventa insopportabile. Quando nessun partito al governo o all’opposizione difende i diritti e le libertà dei cittadini o lo fa in maniera insufficiente. Quando tutte le più piccole possibilità di indipendenza personale sono ridotte o bloccate e quando è desiderabile evitare insurrezioni e rivoluzioni violente.
Quando non esiste più una sufficiente libertà di espressione e di informazione o quando la possibilità di abbandonare un regime illiberale o di emigrare verso società più libere è notevolmente ridotta.

UBI? (dove?)
Dove vi sono minoranze o anche maggioranze insoddisfatte o più o meno schiacciate e sfruttate, in tutti i paesi e continenti. Vale a dire, praticamente dappertutto.