Nà sòla come se dice a Roma

Ora dico il cittadino si può sentire truffato se entrando in un supermercato, davanti ad uno scaffale si trova diversi prodotti, controlla qualità e prezzo decide di accettare l’offerta di comprarne uno ben determinato, lo prende e si dirige alla cassa, paga quanto è scritto sulla confezione e poi, mentre la commessa incarta il prodotto stesso, si accorge che lo ha cambiato, al suo posto gli vuole dare un prodotto diverso, e glielo vorrebbe vendere come similare a quello da lui scelto, glielo vorrebbe spacciare per identico ma lui ha pagato l’altro e non gli resta che denunciare la sostituzione come una truffa.

Ora veniamo alla situazione assurda di PSG.

Una alleanza vincente che ha venduto un prodotto-sindaco ad un certo prezzo, lodandone le caratteristiche e garantendoci sulla sua autonoma capacità di gestire la cosa pubblica, vuole ora rifilare un’altra situazione, in cui lo stesso prodotto-sindaco non decide nulla perché al suo posto decidono altri prodotti-funzionari di partito(PD) che, sostituendosi al prodotto-sindaco, impongono la loro presenza, le loro scelte e le loro spartizioni anche se non sono stati scelti per quello che ora vorrebbero fare, un caso esemplare in cui si potrebbe tranquillamente parlare di truffa, e oltre tutto il prodotto-sindaco che il cittadino ha votato, non replicando ne imponendosi per le decisioni finali, dimostra che nei suoi confronti si potrebbe agire legalmente per millantato credito. Insomma una sòla in piena regola.