Oltre l’Oscurantismo e l’Idiozia

Oltre l’oscurantismo
Sulla base di quanto è stato presentato finora, è chiaro che abbiamo raggiunto un punto nello sviluppo della conoscenza da parte delle cosiddette scienze sociali in cui siamo confrontati da notevoli ostacoli che impediscono qualsiasi sviluppo cognitivo. Siamo bloccati in una palude di oscurantismo e di idiozie da cui solo una chiara memoria e una lucida analisi del passato possono indicarci una via d’uscita.
Come già ripetutamente sottolineato, solo quando la presa soffocante del precedente potere pervasivo (la Chiesa Cattolica) fu allentata e alla fine spezzata, le scienze fisiche poterono emergere totalmente rigenerate dando vita ad una crescita continua della conoscenza che non si è ancora interrotta.

Uscire dal chiesismo, con la sua bigotteria e insipienza nelle questioni scientifiche, era il solo modo per far avanzare il sapere. Un fallimento a questo riguardo avrebbe significato rimanere allo stadio delle società pre-scientifiche e pre-industriali, sotto il potere dei sacerdoti e l’influsso di maghi e alchimisti.

Ora siamo confrontati con lo stesso problema, con la sola differenza che coinvolge una diversa sfera della conoscenza (le scienze sociali) e un diverso padrone (lo stato).

Abbiamo quindi bisogno di un nuovo Copernico (e un nuovo Keplero, Galileo, Newton e molti altri) in parecchi luoghi differenti, capaci di rivoluzionare le scienze sociali e i cui slanci creativi oltre il potere attuale (lo stato nazionale o il super stato) possano costituire il preludio per uscire dallo statismo e promuovere, finalmente, lo sviluppo della ricerca sociale a livello di scienza.

Uscire dallo statismo, con le sue idiozie e follie nelle questioni attinenti le scienze sociali, è la condizione indispensabile per l’abbandono dell’oscurantismo e per la fine di ogni sorta di superstizioni. Ciò significa anche liberarsi della presa dei nuovi sacerdoti (gli operatori sociali) e dall’influsso dei nuovi predicatori (gli scienziati sociali) con tutto il loro bagaglio di idiozie falsamente progressiste e furbescamente allettanti.

Oltre l’idiozia
In passato, un modo efficace per ridurre il potere della Chiesa è stato quello di abbassare l’influenza dei suoi agenti alla periferia, e cioè i preti locali.

La Riforma Protestante, sottraendo al clero il monopolio nella interpretazione e discussione dei testi sacri, ha rappresentato il primo passo verso lo spostamento dell’attenzione su ogni individuo in quanto essere responsabile e attivo.

La Rivoluzione Francese, almeno nella sua fase iniziale innovativa e liberatrice, ha rappresentato un passaggio verso l’indipendenza dalle strettoie feudali e chiesastiche, e una lotta per l’attuazione di idee espresse durante l’Illuminismo.

Sfortunatamente, sia la Riforma che la Rivoluzione, mentre liberavano gli individui da un potere assoluto, sono state, in modi diversi, strumentali nel sottomettere gli esseri umani ad un nuovo potere totalitario: lo stato.

Per questo motivo, al fine di superare qualsiasi idiozia abbiamo bisogno di una tensione continua razionale e morale che ci dissuada dal dare il nostro sostegno a qualsiasi nuovo potere (attualmente, lo stato) e a qualsiasi nuovo sacerdote (attualmente, gli intellettuali avidi di potere, disposti anche a vendersi come servi del potere).

In particolare, superare l’attuale stato di idiozia significa fare a meno degli scienziati sociali nella loro veste di servi dello stato. In questa posizione essi si comportano e agiscono come:

Truffatori sociali. Essi sono i ciarlatani e gli scrocconi dell’età dello statismo.
Nella veste di ciarlatani essi hanno la sfrontatezza di presentarsi come gli esperti in grado di gestire e risolvere qualsiasi problema e difficoltà sociali. Fallendo nel soddisfare le attese da essi stessi generate, per il motivo semplice che nessuno può risolvere dall’esterno, o tanto meno dall’alto, questioni sociali realmente importanti che sorgono dall’interagire degli esseri umani, gli scienziati sociali o manipolano i dati o se la prendono con l’individualismo sfrenato e l’anarchia sociale (considerati da essi peccati e mali imperdonabili), per giustificare i loro fallimenti nel prevedere e nell’agire. Senza il loro nefasto lavoro, il processo di liberazione e di autonomia degli esseri umani sarebbe ad un punto molto più avanzato; ma, in questo caso, anche la credenza nella necessità di scienziati sociali di professione sarebbe notevolmente ridotta.

Furfanti sociali. Essi sono i filibustieri e gli arrampicatori sociali dell’età dello statismo.
Alcuni scienziati sociali (specialmente coloro con titoli in materie giuridiche ed economiche) hanno raggiunto posizioni di rilievo all’interno dello stato (o all’interno di organizzazioni internazionali basate sugli stati). Da queste posizioni essi diffondono la loro ideologia intrisa di falsità, che sono tanto più grandi quanto più vogliono apparire come i sinceri sostenitori della libertà e i premurosi campioni dei deboli. Essi sono il peggio del peggio, i reazionari “progressisti” che indossano una maschera di comodo per coprire le loro intenzioni subdole e i loro piani nefasti volti alla continuazione delle loro pratiche di sfruttamento e delle loro concezioni alienanti. Essi possono ben essere definiti i mascalzoni dello statismo, alla pari con i furfanti protetti del moderno “capitalismo” a base nazionale.

Sempliciotti sociali. Essi sono i piazzisti ottusi e vuoti dell’ideologia dello statismo.
Non tutti gli scienziati sociali sono così perversamente astuti e cinicamente sfruttatori come i truffatori e i furfanti sociali. Alcuni sono molto ingenui, come ragazzini nati all’epoca dei computers e dei DVD, che sono del tutto convinti che computers e DVD siano sempre esistiti. Alla stesso modo, questi sempliciotti sono all’oscuro della realtà prima dello stato, ignorano qualsiasi realtà al di fuori dello stato e non possono nemmeno immaginare un’altra realtà al di là dello stato. Essi sono i nuovi scemi di un villaggio diventato globale, i saccentoni della vita contemporanea, coloro che discettano su tutto con la stessa sicurezza ingiustificata di un venditore di pozioni magiche.