Preoccupazione di Gilgamesh

Egli però ascoltava le sue parole e subito,
Gilgamesh ascoltava le parole di Enkidu suo amico,
ed i suoi occhi si riempirono di lacrime.
Gilgamesh aprì la sua bocca, così parlò ad Enkidu:
“Tu eri sempre così magnanimo e costante,
amico mio, tu avevi senno, ma ora sei cambiato!
Perché, amico mio, il tuo cuore ha detto cose insensate?
Il sogno che tu hai avuto è prezioso, ma la paura è grande;
le tue labbra tremolano come mosche;
la paura è grande, ma il tuo sogno è prezioso:
essi hanno predetto dolore per l’uomo.
Io andrò e offrirò preghiere a grandi dei;
io andrò alla ricerca della tua dea, implorerò il tuo dio;
per Enlil, il consigliere, il padre degli dei,
ti farò una statua d’oro senza badare a spese
non ti preoccupare, l’oro sarà abbondante”.
Le parole che egli pronunciò non erano come acqua di pozzo,
le parole che egli pronunciò non tornarono indietro,
non erano cancellabili,
il suo effluvio (di parole) non tornò indietro,
non era cancellabile.
Ma l’amico non ascoltava le parole di Gilgamesh,
mentre attorno a loro due la gente si accalcava come fossero uccelli.