RAZIOCINIO O INDUZIONE ?

La domanda é : siamo certi che le nostre azioni siano ispirate dal nostro libero pensiero, dalla nostra coscienza, o invece non siano indotte a nostra insaputa? Cosicchè noi tutti che ci crediamo coscienti di aver fatto una scelta, siamo invece nostro malgrado forviati ad un comportamento, che, se fossimo veramenti liberi non metteremmo mai in atto?
Questione complessa.
Ca…rtesio che é il principe del “cogito” diceva che per essere certi di usare il libero raziocinio il pensiero doveva essere analizzato partendo dai suoi diversi aspetti, mettendo in dubbio ogni risposta, e che solo attraverso il dubbio e la ricerca della verità, si poteva arrivare alla vera conoscenza.
In parole più semplici il suo metodo era: prendi atto, dubita, ricerca, informati, ragiona e scopri la verità.
La psicologia moderna ha stabilito che i nostri registri sensoriali in poche frazioni di minuto sono in grado di registrare milioni di informazioni, alcune delle quali vengono immediatamente scartate e delle quali non ricorderemo nulla, altre che invece vengono conservate e trasferite alla memoria a breve termine. Qui rimarranno per un piccolo periodo prima di essere trasferite alle altre memorie (episodica, di lavoro, cristallizzata, ecc.).
La scienza della psicologia inoltre ci dice che quanto più uno stesso messaggio viene trasmesso ai registri sensoriali, quante più possibilità ci saranno che questo venga archiviato, ovvero che diventi un elemento costruttorio del nostro pensiero e quindi delle nostre azioni.
La scienza della comunicazione al fine della sua efficacia, utilizza proprio lo schema appena descritto. Invia in modo sequenziale e frequente il messaggio affinchè il soggetto destinatario lo recepisca, lo inglobi e quindi sia indotto ad un “ben determinato” messaggio di risposta.
Burrhus Skinner, basandosi sugli studi condotti dal collega russo Ivan Pavlov sul condizionamento classico, compiendo esperimenti su cavie di laboratorio, notò che poteva condizionare l’animale ad un determinato comportamento elargendo un “premio”. L’animale posto in gabbia quando premeva una leva veniva premiato con elargizione di cibo e acqua. L’esperimento ebbe sccesso anche su altre specie animali. Skinner decise quindi di fare dei test su alcuni bambini al fine di comprendere se anche la mente umana poteva rispondere nello stesso modo. Il test ebbe successo, anche i bambini mediante l’elargizione di un premio venivano indotti a produrre un determinato comportamento.
Skinner chiamò questa sua scoperta “il condizionamento operante” .
Il condizionamento operante é un metodo utilizzato in pedagogia e nella comunicazione. Il soggetto viene sistematicamente bombardato con degli stimoli che contengono due messaggi: il primo é che quella determinata cosa é giusta; il secondo che senza quella determinata cosa la società ti emarginerà, e quindi non riceverai il tuo premio, ovvero la compiacenza degli altri.
Tutti i messaggi a cui siamo sottoposti giornalmente ( ai consumi, educativi e informativi) si basano su questa precisa struttura comunicativa, chiamata psicologia della comunicazione. Lo scopo é quello di condizionare il soggetto al tal punto di divenire “il prodotto della comunicazione”
Noi però, non siamo cavie chiuse in una gabbia, almeno per ora, possiamo contare sul nostro raziocinio e su quello che il principe del Cogito ci ha trasmesso: il dubbio.
Impariamo ad analizzare tutto ciò che ci viene proposto, a dubitarne, a cercare delle risposte in altre fonti, diverse da quelle che ci inviano il messaggio, seguiamo il filo del ragionamento logico matematico, e chiediamoci quale sia l’obiettivo finale del messaggio, e probabilmente arriveremo alla verità.