Sacrifici propiziatori del superstite

Feci allora uscire ai quattro venti tutti gli occupanti della nave e feci un sacrificio.
Posi l’offerta sulla cima di un monte.
Sette e sette vasi vi collocai:
in essi versai canna, cedro e mirto.
Gli dei odorarono il profumo.
Gli dei odorarono il buon profumo.
Gli dei si raccolsero come mosche attorno all’offerente.
Dopo che Beletil fu arrivata innalzò in alto le sue grandi ’mosche’
che An aveva fatto per la sua gioia:
“Voi, o dei (fate si) che io non dimentichi il lapislazzuli del mio collo!
che io ricordi sempre questi giorni e non li dimentichi mai!
Gli dei vengano all’offerta,
ma Enlil non venga all’offerta,
perché egli ha ordinato avventatamente il diluvio,
destinando le mie genti alla rovina!”.
Dopo che Enlil fu arrivato,
vide la nave e si infuriò Enlil,
d’ira si riempì il suo cuore verso gli dei Igigi:
“Qualcuno si è salvato? Eppure nessun uomo
doveva sopravvivere alla distruzione”.
Ninurta aprì la sua bocca e disse, così parlò ad Enlil l’eroe:
“Chi può aver escogitato ciò se non Ea?
Solo Ea conosce tutti i sotterfugi!”.