Senza costrizioni e superstizioni

Gli scienziati sociali, per la maggior parte al servizio dello stato o operanti come sacerdoti della religione statale (lo statismo), hanno pietrificato e permeato la vita delle persone e le loro relazioni sociali con ogni sorta di costrizioni e superstizioni. Per rendere queste accettabili, essi le hanno addolcite con parole suadenti di stampo progressista e con visioni umanitarie compassionevoli.

“… mentre la società si agita per realizzare la Libertà, i grandi uomini che si pongono al suo comando, imbevuti di principi del diciassettesimo e diciottesimo secolo, non pensano altro che a piegarla sotto il dispotismo filantropico delle loro trovate sociali e a farle portare docilmente, secondo l’espressione di Rousseau, il giogo della pubblica felicità, come essi l’hanno immaginata.”
(Frédéric Bastiat, La legge, 1850)

I governanti statali sostenuti dalla propaganda e dagli interventi degli scienziati sociali hanno messo in piedi quello che può essere chiamato un sistema odioso di Dispotismo Filantropico, fatto di tre componenti interconnesse:

– Il pietismo nefasto. I governanti statali, con l’assistenza degli scienziati sociali, hanno presentato ad un pubblico poco scaltro un enorme affresco fatto di umana cattiveria e debolezza quale risultato della intrinseca fragilità della natura umana. Una volta che questa immagine della realtà è accettata, gli scienziati sociali in combutta con i governanti statali, si presentano come l’eccezione benigna e progressista, capace di misericordiosa compassione unita alla necessaria fermezza. L’accettazione supina di questo svilimento della natura umana, a cui viene in soccorso soltanto lo stato benevolo e provvido, ha portato a considerare lo stato assistenziale in termini generalmente favorevoli, sulla spinta e con il favore degli scienziati sociali.

– Il paternalismo corruttore. I governanti statali hanno distrutto o assorbito tutte le associazioni di mutuo soccorso formate da individui e comunità nel corso della storia e al loro posto hanno messo, in posizione monopolistica, lo stato assistenziale. Lo scopo evidente dello stato assistenziale, chiaro da tempo, non è quello di aiutare le persone a diventare indipendenti, ma di instillare in loro un senso di obbedienza e di generare una condizione di soggezione permanente nei confronti dello stato. Infatti, la cosiddetta sicurezza sociale è il cammino certo verso la insicurezza psicologica dell’individuo e la sua continua dipendenza attraverso la perdita di autostima e la capacità di azione autonoma diretta.

– Il perfettismo omicida. Per coloro che non vogliono l’aiuto e la guida imposti dallo stato, vale a dire per i cosiddetti elementi indisciplinati (liberi pensatori, anarchici, cosmopoliti, eccentrici, persone mature e indipendenti ecc.) i governanti statali (soprattutto quelli “progressisti” così tanto esaltati dagli scienziati sociali “progressisti”) hanno in serbo tutta una serie di soluzioni pronte sotto forma di prigioni, condizionamenti mentali, ospedali psichiatrici, campi di concentramento, campi di lavoro, espulsione, pulizia etnica fino allo sterminio di massa. Certamente questi non sono i nomi che sono usati per definire tali pratiche perché ciò sarebbe altamente sconveniente e inappropriato. Inoltre, l’accento è posto solo sul fine proclamato, vale a dire il perfezionamento di una umanità deforme e la marcia verso uno splendido futuro, e non sui mezzi impiegati che purtroppo sono necessari per il compimento di una missione così nobile.

“Al giorno d’oggi i discorsi e gli scritti politici sono, in gran parte, la difesa dell’indifendibile.”

“Per questo, il linguaggio politico deve consistere soprattutto di eufemismi, questioni retoriche, e pura aria fritta. Villaggi indifesi sono bombardati dagli aerei, gli abitanti sono messi in fuga nelle campagne, il bestiame viene sterminato con le mitragliatrici, le capanne sono messe a fuoco con pallottole incendiarie: questa è chiamata pacificazione. Milioni di contadini sono espropriati delle loro fattorie e mandati via nelle strade solo con gli oggetti che possono portare con sé: questo si chiama trasferimento di popolazione o rettifica delle frontiere. Le persone sono imprigionate per anni senza processo, o ammazzate con un colpo alla schiena o al collo o inviate a morire di scorbuto nei campi di lavoro forzato dell’Artico: questo si chiama pulizia di elementi inaffidabili.”
(George Orwell, Politics and the English Language, 1946)

“Rendi la guerra più pacifica” (“Make the war more peaceful.”)
Affermazione resa il 20 Marzo del 2003 da Gorge W. Bush, il 43° presidente degli U.S.A., laureato in storia alla università di Yale e con un Master in amministrazione aziendale presso la Harvard Business School.

In presenza di una situazione così oscena, uscire dall’oscurantismo (le costrizioni) imposto dallo stato e superare le idiozie (le superstizioni) diffuse dagli scienziati sociali rappresenta la pre-condizione necessaria per l’avanzamento di quelli che sono gli aspetti essenziali della vita umana: libertà, sviluppo, conoscenza. Per fare ciò è necessario riesaminare, senza le lenti distorte dello statismo utilizzate dagli scienziati sociali sottomessi allo stato, proprio il significato di tali concetti di libertà, sviluppo, conoscenza, e la loro realtà, al di là e al di fuori dell’esistenza di stati e di servi degli stati.