Superstizioni dell’Età dello Statismo


Gli agenti sgradevoli della vita sociale
Sotto la denominazione di ‘agenti sociali’, operanti all’interno della categoria delle scienze sociali, si fa qui riferimento, in modo abbastanza lato, ad una serie di partecipanti attivi alla vita sociale (maggiori e minori), incluso anche l’uomo-massa con i suoi atteggiamenti e convinzioni riguardo la società di massa.
Gli atteggiamenti e le convinzioni elaborati al centro (da scienziati sociali di professione) e condivisi alla periferia (dall’uomo-massa) tendono, in genere, ad assumere come un fatto naturale la conservazione e perpetuazione dei modi di vita e delle relazioni sociali correnti, a parte incrementi di tipo puramente quantitativo.

Anche un aggiornamento superficiale nel vocabolario e nell’armamentario degli scienziati sociali non può nascondere il fatto che questi (e la loro massa di ascoltatori) sostengono tuttora idee che, ben lungi dall’essere pilastri eterni di saggezza umana e di illuminismo sociale, appartengono semplicemente ad un passato feudale. Il nucleo di queste idee risiede nella convinzione della necessità assoluta del potere (controllo) e dell’obbedienza (subordinazione) come fonte e guida di (quasi) tutte le relazioni sociali.

Sulla base di queste idee molti agenti della vita sociale hanno costruito la loro fortuna materiale (o ciò che essi reputano essere una vita di successo) e molti altri hanno prodotto il loro asservimento volontario (o quello che essi ritengono essere la scelta inevitabile che si offre alla loro esistenza).
Esaminiamo brevemente alcuni di questi sgradevoli agenti della vita sociale.

L’avvocato azzeccagarbugli
La complessità (ad es. la varietà) dei rapporti umani è stata resa complicata (cioè confusa) dall’esistenza di centinaia di migliaia di leggi e disposizioni legali che pretendono di regolare ogni aspetto della vita degli individui. L’avvocato è l’agente principale che presiede a questo pantano di immoralità legale cioè di mancanza di “mores” sostituiti da leggi. Questo è il risultato storico del fatto che le comunità sono state espropriate della loro capacità/responsabilità di auto-regolamentarsi attraverso costumi morali che sorgono a seguito di interazioni protratte nel tempo e di riflessioni razionali sulle conseguenze di tali interazioni. Al giorno d’oggi le norme sono il prodotto confezionato di potenti gruppi di pressione (lobbies) che si avvalgono di professionisti stipendiati, tutti in gara per strappare i favori dei governanti (i manifatturieri delle leggi). Gli avvocati azzeccagarbugli, in quanto membri della cerchia interna del potere o servili appendici di esso, sono i bottegai in questo bazar in cui si traffica in articoli di legge a fini di potere e di clientele.

L’economista losco
L’economia è stata definita, per ragioni apparentemente molto diverse, la ‘scienza losca’ (the “dismal science” – Thomas Carlyle, 1849), ma sarebbe stato più appropriato impiegare tale aggettivo per qualificare gli economisti, come ‘scienziati loschi’. La maggior parte di essi non sono altro che i sacerdoti di Mammona (il denaro) e i servi del Leviatano (il potere). Al fine di diventare popolari ed avere successo essi hanno cancellato molte idee spregiudicate e efficaci (ad es. le ammonizioni di Gresham sul monopolio nella emissione della moneta o le concezioni di Ricardo sul commercio internazionale). La crescita fenomenale dei loro ranghi, la loro presenza diffusa (in organizzazioni nazionali e internazionali) e i risultati incredibilmente miserevoli, se non disastrosi, che sono stati raggiunti seguendo alla lettera le loro ricette, tutto ciò dovrebbe renderci consapevoli del fatto che, anche se la prostituzione intellettuale rende (fino ad un certo punto e per un certo periodo), le conseguenze di lungo periodo sono catastrofiche per la mente e per lo spirito (per non parlare delle tasche) della gente comune. Dove i livelli di vita sono migliorati, noi dovremmo congratularci con gli scienziati, i tecnici, gli imprenditori e i lavoratori, tralasciando del tutto gli economisti.

Lo psicologo ciarlatano
A seguito della secolarizzazione della vita sociale e della popolarizzazione della psicoanalisi tra le masse, lo psicologo ha assunto il ruolo che era svolto un tempo dal confessore ecclesiastico. Nei tempi moderni la funzione dello psicologo ha assunto connotati di manipolazione persino superiori a quelli del prete di età passate. Il primo passo nel processo di manipolazione consiste nel far accettare la realtà, qualsiasi realtà, o, in altre parole, nell’accomodare la realtà nella vita della persona e nel far sì che la persona si adatti ad essa. Comunque, non è sufficiente accettare una realtà dominata dal Grande Fratello; il compito dell’essere umano perfettamente adattato e quello di amare il Grande Fratello e di essere grato per quello che il Grande Fratello fa per lui. A tal fine la massa degli psicologi opera al meglio per un numero crescente di persone, utilizzando un nutrito repertorio di strumenti psicologici e farmacologici. Nella maggior parte dei casi ciò è possibile grazie proprio al Grande Fratello (operante sotto l’ingannevole qualifica di Ministero della Salute), di cui molti psicologi sono i fedeli servitori e gli agenti silenziosi.

Il giornalista vacuo
Il giornalista è il re indiscusso dell’indottrinamento di massa. Non dovrebbe essere preso come una mancanza di rispetto verso la professione il ricordare che Mussolini e Goebbels sono tra coloro che praticarono il mestiere e che insegnarono molti trucchi utili, primo fra tutti il fatto che una larga dose di nazionalismo e di orgoglio patriottico costituisce una ricetta sicura per il successo e per una ampio seguito di lettori a base nazionale. Il piatto forte di molti giornalisti è un minestrone fatto di stereotipi del tutto convenzionali, associati a spiegazioni dei fatti che possono benissimo essere false ma devono essere assolutamente plausibili, il tutto condito con una buona dose di pepato sensazionalismo. I giornalisti sono coloro che tentano di presentare la solita vecchia storia come se fosse una novità assoluta e quando un fatto nuovo appare sulla scena sono di solito incapaci di individuarlo o lo trattano come se fosse la solita vecchia storia. I lettori creduloni si fidano, senza tante critiche, di questa zuppa giornalistica fatta di convenzionalismo e di sensazionalismo e la ripropongono attraverso contatti sociali, rendendo il piatto sempre più accettabile in relazione diretta al numero delle persone che sono disposte a tastarlo e ingurgitarlo. E così la catena di Sant’Antonio della credulità di massa si estende e si espande, spesso orientata ad arte dal potere (voci di corridoio) o da esso apertamente sostenuta (tramite finanziamenti statali ai giornali come avviene in Italia).

L’insegnante manipolatore
Il giornalista banale e sciovinista ha buone probabilità di avere successo perché la manipolazione del lettore inizia sin dalla sua infanzia, attraverso la scuola di stato. L’insegnante è il primo anello di una catena di superstizioni che, a tempo debito, soffocherà il cervello dell’essere umano in una specie di camicia di forza mentale. L’insegnante ingenuo è convinto di compiere la nobile missione di trasmettere sapere; in realtà egli sta solo instillando conformismo a idee e pratiche obsolete che sono funzionali allo stesso potere (lo stato) che controlla e amministra il processo educativo attraverso l’insegnante manipolatore. Accettando questo imbroglio l’insegnante si pone in una posizione di grave abuso di fiducia in quanto egli dà ai giovani studenti l’impressione di presentare una conoscenza valida universalmente mentre sta trasmettendo unicamente o principalmente nozioni scelte e accettate dallo stato nazionale. In tal modo egli mina e compromette lo sviluppo delle facoltà critiche e creative di individui che, per la loro età e per il ridotto bagaglio di conoscenze di cui dispongono, sono ancora incapaci di giudicare da sé la validità di quanto stanno imparando o non ancora abbastanza esperti nell’avviare esperienze di apprendimento alternative.

Il burocrate ottuso
La società di massa del nostro tempo può essere caratterizzata come una società statalizzata al cui centro sta la figura del burocrate il cui compito è di osservare e applicare le regole, non importa quanto idiote e irrazionali esse siano. I burocrati e la mentalità burocratica possono essere trovati. in misura crescente, in qualsiasi aspetto della vita sociale degli ultimi cento e più anni, e in molte figure sociali, quali ad esempio il burocrate di partito, il burocrate sindacale, l’assistente sociale burocratizzato, il manager burocrate ed altre ancora. L’ascesa al potere dello stato è, nei fatti, l’ascesa al potere in maniera generalizzata di piccoli e grandi burocrati. Essi sono l’espressione e il veicolo di un modo di pensare e di agire che ha infettato tutta la vita sociale e che ha ridotto l’essere umano al livello di un idiota di massa, reso dipendente e preso in giro dal potere.

L’idiota di massa
La causa e l’effetto della esistenza di tutti questi sgradevoli agenti della vita sociale è la formazione e cristallizzazione dell’idiota di massa. Nel corso degli ultimi secoli la persona comune è caduta dalla padella della tutela ecclesiale nella brace del dominio statale, rimanendo un eterno minore, un bambino immaturo, timoroso di prendere decisioni autonome e di assumere la piena responsabilità delle sue azioni. In troppi casi ha accettato (consciamente o inconsciamente) di essere una pedina nelle mani degli sgradevoli agenti della vita sociale sopra elencati e, in tale ruolo, è diventato un portatore e trasmettitore passivo di miti sociali e quindi una componente della produzione di mistificazioni da parte degli scienziati sociali.