Palazzo del Cinema di Venezia : una buca nell’acqua.

cSalve a tutti,

Il post di oggi è dedicato a un argomento a me molto caro: il cinema. Nello specifico voglio parlare dei costi di realizzazione del nuovo palazzo della Mostra del Cinema di Venezia. Prima di entrare nel vivo dell’argomento vorrei ricordare a tutti che, molto del cinema mondiale è stato preso da idee italiane. Negli ultimi anni a conferma di quanto detto, molte celebrità del cinema americano si sono rifatte al nostro cinema per i loro capolavori. Cito qualche esempio : “ Bastardi senza gloria ” di Quentin Tarantino il cui titolo è un omaggio al film “ Quel maledetto treno blindato”. Piccola curiosità il protagonista Cristoph Waltz, premio oscar nel 2010, è un grande fan dell’attore italiano Bombolo. “ Nine ” che si rifà a 8½ di Fellini. Per finire con “Everybody’s Fine”, remake del film italiano di Giuseppe Tornatore “Stanno tutti bene” dove De Niro interpreta il ruolo che fu di Mastroianni. Molto altro è stato fatto sfruttando la nostra collaborazione e il nostro ingegno, ricordo sempre che gli “Studios” o “Teatri di posa” di Cinecittà hanno dato i natali a veri e propri Colossal. Oggi grazie ai tagli allo spettacolo Cinecittà rischia di chiudere. Chiusa questa doverosa parentesi riguardante Cinecittà, passiamo all’argomento del post : “La mostra del Cinema di Venezia”. Cominciamo dicendo che “La Mostra del Cinema di Venezia” è stata la prima iniziativa del suo genere. La prima edizione si tenne nel 1932, mentre la prima edizione di Cannes ci fu solo nel ’39. Per onorare e sancire l’importanza di questo evento l’amministrazione di Venezia Il 28 agosto 2008 ha posto la prima pietra del Nuovo Palazzo del Cinema: l’opera sarebbe dovuta rientrare tra quelle realizzate in occasione del 150º anniversario dell’unità d’Italia, che ha avuto luogo nel 2011. Ma andiamo per ordine: il progetto doveva comprendere la realizzazione di quattro sale cinematografiche, una in superficie denominata “Il Sasso” e altre tre sotterranee. Contrariamente alle opinioni delle associazioni ambientaliste e dei cittadini del Lido, nonché a quella dei progettisti vincitori del bando, nel 2009 vengono sradicati 132 Alberi. Con questa operazione vengono inutilmente rase al suolo aree verdi come quella della “pineta del piazzale, parte del giardino del Casinò (area protetta) e un filare che costeggiava il Lungomare”. L’iniziale ritardo e il successivo fallimento di questo progetto è stato giustificato con il fatto che durante gli scavi, nel sottosuolo è stato ritrovato dell’amianto precedentemente sepolto. Tale ritrovamento ha portato la ditta appaltatrice a restituire la chiavi del cantiere, che ancora oggi è chiuso. I lavori sono stati abbandonati e il progetto è stato sostituito, dopo molte indecisioni, da uno che prevede unicamente il rialzo della sala grande. Tutto ciò si sarebbe già potuto realizzare visto che esisteva un progetto precedentemente realizzato che prevedeva questa soluzione. Il costo di questo “Ammodernamento” è di € 37 milioni, che non si sa dove siano finiti. A questa somma, già di suo assurda, dobbiamo aggiungere tutti i soldi che in questo tempo sono stati spesi per l’illuminazione e servizi di sorveglianza, per un totale di 43 milioni di Euro. Quindi ricapitolando: per non realizzare questo famoso ammodernamento sono stati spesi 43 milioni di euro, rase al suolo intere aree verdi e tutto quello che è rimasto agli abitanti del Lido è una buca profonda 3 metri.