COISP: Non c’è limite al peggio


1312Il Coisp – il sindacato di polizia recentemente balzato all’onore delle cronache per un sit-in di solidarietà con i quattro agenti di polizia che hanno ucciso Federico Aldrovandi, sotto la finestra dell’ufficio di Patrizia Moretti, madre del 18enne ucciso – ha annunciato che querelerà Ilaria Cucchi, sorella di Stefano.

Il comunicato del Coisp recita: “Se una sentenza condanna un Poliziotto, va rispettata, ma se un Poliziotto viene assolto, si grida allo scandalo. Tanto varrebbe non celebrare affatto i processi, perché la verità dei fatti non serve: un Poliziotto deve essere sempre colpevole – scrive l’ufficio stampa di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – anziché esprimere soddisfazione perché un Tribunale ha accertato che da parte degli Agenti non vi furono maltrattamenti ci si indigna perché non c’è il Poliziotto cattivo da buttare in carcere. Non interessa la verità, non si cerca la giustizia, ma soltanto vendetta. Non si cercano i colpevoli, ma dei capri espiatori, dei trofei da portare in piazza ed appendere a testa ingiù. Si vuole una verità che sia buona per farci un film”.

“Si vuole una giustizia sommaria – prosegue il sindacato di polizia – magari la giustizia fai-da-te, e per ottenerla si continua a gettare fango contro gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine, continuamente insultati, denigrati, esposti alle aggressioni e alle violenze della piazza. Il Coisp vuole difendere la dignità, di chi ogni giorno, con grande professionalità, dedica il proprio impegno alla difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini, rischiando l’incolumità anche a causa di chi continua ad istigare l’odio contro le Divise. Per questo abbiamo presentato all’Autorità giudiziaria una serie di denunce verso chi continua a praticare una costante opera di diffamazione contro la Polizia, come la stessa sorella di Stefano Cucchi”.

L’annuncio di querela nei confronti di una donna che da anni cerca la verità sulla tragica morte del fratello è destinata a innescare polemiche.

Fonte: Articolo Tre