Condannato per commenti di utenti sulla sua pagina facebook

È stato condannato a 9 mesi di carcere con l’accusa di istigazione a delinquere e apologia di reato il gestore del sito e della pagina Facebook Cartellopoli a causa dei commenti di alcuni utenti ai suoi post. Dovrà inoltre corrispondere un risarcimento di 20mila euro e rimborsare 2mila euro di spese legali.

L’incredibile sentenza ai danni di Massimiliano Tonelli, 34 anni, è stata emessa dal giudice monocratico Laura Fortuni della IX sezione del tribunale di Roma. Il blogger sarà difeso in appello dall’avvocato Fulvio Sarzana di Sant’Ippolito, uno dei massimi esperti di diritto della Rete: “La sentenza apre alla strada alla perseguibilità dei titolari di blog, non solo per le più classiche fattispecie della diffamazione, ma anche per ipotesi nella quale la manifestazione del diritto di critica, oltretutto compiuta da terzi rimasti anonimi, possa addossare una responsabilità per istigazione a delinquere ed apologia di reato al titolare del blog” commenta l’avvocato. E aggiunge: “È una sentenza frutto del clima politico italiano, sempre più autoritario nei confronti del web”.

La querela contro il blogger era stata presentata nel 2010 da una società che gestisce impianti pubblicitari, secondo la quale sono avvenute molte azioni vandaliche, ai danni di un centinaio di impianti in varie zone di Roma, a causa dei post pubblicati su Cartellopoli da Tonelli. Imbrattamento di cartelloni con vernice spray, danneggiamenti, asporto delle plance pubblicitario: tutto questo sarebbe stato causato dai post in cui il blog criticava il diffondersi di cartelloni abusivi nella Capitale, senza evitare che i suoi “lettori” promuovessero azioni violente o danneggiamento degli stessi.

Tempi duri per i blogger e per chi garantisce sul web la libertà di espressione ai propri lettori: questa sentenza attribuisce al blogger (o gestore della pagina facebook) la responsabilità per i commenti postati da terzi, rimasti anonimi, e per contenuti postati in altri siti e ripresi sullo stesso sito: “La responsabilità del blogger per i commenti postati da terzi non dovrebbe trovare ingresso nel nostro ordinamento quando sia possibile, come accade nella pressoché totalità dei casi, risalire agevolmente a chi ha effettuato il commento, attraverso le indagini informatiche appositamente previste dal codice”. Una sentenza pericolosa per le sue conseguenze, ha concluso il legale: “La condanna di un blogger per istigazione a delinquere, per fatti posti in essere da terzi, può costituire peraltro un precedente pericoloso per la libera circolazione dei contenuti sul web, soprattutto nei casi in cui sia difficile distinguere la denuncia civile dalla vera e propria istigazione”.

Fonte: Net1News