Cosa significa essere un cittadino attivo


Se cerchiamo la voce «attivismo politico» su wikipedia troviamo questa definizione: «L’attivismo è un’attività finalizzata a produrre un cambiamento sociale o politico ed è spesso intesa anche come sinonimo di protesta o dissenso. Quindi essere attivi significa tentare con i propri sforzi di creare un cambiamento, e non aspettare che siano gli altri a fare qualcosa per te. È da quando è nato il movimento cinque stelle che tra gli attivisti è diffusa la consapevolezza che l’unico modo per far si che i propri diritti vengano tutelati è quello di diventare dei cittadini attivi. Cosa fa quindi un «cittadino attivo» esattamente? Semplicemente si impegna personalmente a partecipare ad eventi riguardanti la politica, quella fatta dalle persone, dal basso, e non da politici pagati 20 mila euro al mese. Gli attivisti del M5S sono inseriti all’interno di un network di persone che insieme collaborano per diffondere le idee del movimento, senza pretendere nulla in cambio. La più grande gratificazione di chi fa politica dal basso è quella di vedere le persone che si interessano alla «cosa politica», e che partecipano, dato che l’unica vera libertà è quella che permette la partecipazione. Tutti coloro i quali si impegnano in questa rete di persone che donano una parte del loro tempo sono pienamente consapevoli del fatto che seppur ci sono ruoli a diversi livelli di responsabilità, «uno vale uno», quindi contano le idee di tutti. L’idea alla base di tutto ciò è la democrazia partecipativa, che a differenza di quella rappresentativa, mette il cittadino al centro del potere decisionale, e considera i «cittadini» all’interno del parlamento come dei portavoce e non come dei leader di partito. Una differenza sostanziale quindi quella che intercorre fra i classici partititi con struttura verticistica e un movimeno di cittadini attivi dove emerge chi porta le idee migliori e chi più si impegna nell’arena della politica con la p maiuscola. Il problema è che negli ultimi anni la stessa parola politica è diventata il simbolo di un gruppo ristretto di persone, della casta, che fa di tutto per mantenere i propri privilegi economici e la propria capacità di autosostenersi attraverso collusioni di ogni tipo e leggi ad personam. Quello che può fare un attivista, in scala non è più ne meno di quello che può fare un parlamentare, con la sola differenza che un parlamentare ha maggiore visibilità e maggiori responsabilità. Diventare un cittadino attivo significa assumersi le proprie responsabilità del proprio impatto sulla società civile, infatti anche non agire ha un impatto, anche se certamente negativo. Assumendo questo atteggiamento il cittadino smette di delegare agli altri il gravoso compito del cambiamento sociale e si mette in una posizione propositiva ed attiva.