I camaleonti del nuovo fascismo

Questo articolo, è già divenuto raro da reperire sul web, risultano incomprensibili le ragioni per cui sul blog PCL hanno deciso di rimuoverlo. Essendo le nostre “priorità” DIVERSE dalle loro, lo riproponiamo.

CAMMINANO TRA NOI … I CAMALEONTI DEL NUOVO FASCISMO
Anche questo 25 aprile ci riproveranno, a Cagliari, Napoli e Vicenza si terranno manifestazioni denominate “festa per la Liberazione”.
Le iniziative saranno organizzate da forze politiche trasversali alla destra e alla “sinistra”. Una vergognosa operazione da smascherare.

A organizzare questo evento ci saranno: Campo Antimperialista, Lista per il bene comune, Alternativa, Movimento zero.

Il Movimento Zero, di Massimo Fini, ad esempio mentre si dichiara “oltre la destra e la sinistra”, si richiama ad Alain de Benoist, fondatore di “Nouvelle Droite” (Nuova Destra) un’esperienza politica dell’ultra-destra francese.
Ancora una volta con il pretesto del “tramonto delle ideologie” si contribuisce a sdoganare il neofascismo anche da parte di sedicenti compagni.
Non è un tema nuovo per noi che abbiamo già affrontato in passato (leggi) e pubblichiamo un recente intervento di Maddalena.

Maddalena Robin – Camminano tra noi, respirano la nostra stessa aria e la intossicano: sono i nuovi fascismi, quelli camuffati, quelli che si presentano come amici, ma non lo sono affatto. Magari hanno origine dalla scuola di Althusser, o di Adorno, dai “Quaderni Rossi”, o dai cascami dei vecchi maoisti e marxisti-leninisti (stalinisti non per caso) ed hanno finito per mischiarsi ai cascami dei vecchi nazi-maoisti (per chi abbia l’età giusta per ricordarseli).

Cerchiamo di capire chi sono. La grande maggioranza delle persone (parlo per questo paese, ma in realtà ciò avviene in tutto il mondo) riceve un’ informazione totalmente manipolata, affidata ad un sistema mediatico ufficiale (ma anche “non ufficiale”) rintronante e passivizzante. La cosiddetta “sinistra” parlamentare opera unicamente allo scopo di manovrare l’opinione pubblica per finalità elettorali. D’accordo, non ci stupisce. È sempre accaduto e così continuerà ad essere finché esisteranno stati-nazione.

Un’ancora di salvezza può essere la rete? Non credo. Le notizie che circolano in rete si muovono sulla falsariga dell’informazione ufficiale, giocando sull’effetto contagio. Una trasmissione di notizie molto spesso puerile, che segue il gregge, che va da “siamo tutti antinuclearisti” (bene) a “siamo tutti Vittorio Arrigoni” (sì come no, dal divano).
È una situazione orwelliana, in cui le persone pare abbiano perso la capacità di ragionare, di pensare, di riflettere con la propria testa e, come automi, si limitano acriticamente a ripetere frasi e slogan di cui raramente conoscono l’origine.

Di qui citazioni orripilanti di frasi di Berlinguer o Gandhi o Togliatti (l’elenco è purtroppo assai più lungo) che si rincorrono in un “copia/incolla” tristemente infinito, testimone della grande pigrizia mentale, che contraddistingue la nostra epoca.
Pigrizia, lo confermo, perché informarsi è faticoso, richiede impegno e tempo. La scuola è ciò che è; i giornali e le televisioni somigliano sempre più ai buchi neri dello spazio. Per conoscere le cose, e magari dialogarne o discuterne sulla base di dati e non solo di emozioni, occorre cercarsi altri canali e chi ne ha voglia dal momento che esiste la “verità Prêt-à-porter”?. È anche vero che seguire il gregge è molto più rassicurante rispetto al mettere in dubbio “certezze” condivise. Del resto, uno degli aspetti più tragici del nostro tempo è proprio la diffusa incapacità di riflettere sulla complessità degli eventi. Gli slogan prevalgono sul confronto dei dati di realtà e sul ragionamento conseguente, impera la rimozione di tutto ciò che non si adegui a schemi ideologici semplici, a prese di posizione scontate in partenza perché dovute all’appartenenza dell’interlocutore ad un gruppo piuttosto che ad un altro.

Una desertificazione intellettuale che però non è soltanto il risultato della somma delle pigrizie mentali individuali, quanto piuttosto parte costitutiva dell’egemonia culturale di un autoritarismo che, in questo frangente, sembra avere inaridito, insieme a quello intellettuale, ogni altro aspetto della vita sociale.

Chiunque si dia il compito di costruire l’opposizione ai processi in atto non può, è vero, eludere il problema della diffusione della consapevolezza dei dati di realtà e, a partire da questi, prefigurare le possibilità per un cambiamento vero, è anche però una realtà il fatto che la maggior parte dei gruppi e degli individui siano parte di quella medesima collettività, in cui le relazioni si sono sempre più ischeletrite, riducendosi quasi solo alla riproduzione dei rapporti di potere.

Le varie analisi e proposte non possono non risentire della condizione generalizzata di miseria umana in cui si è immersi e di cui essi stessi sono, in certa misura e spesso loro malgrado, espressione. Analizzare i fatti, rifiutandone semplificazioni e stabilire connessioni spezzando la crosta delle apparenze con cui ci vengono proposti è prezioso perché può permettere di orientare l’azione politica modo che abbia successo.

Analizziamo il panorama appena tratteggiato: è animato, ormai da molti anni, da una nebulosa di gruppi, organizzazioni e singoli individui che hanno per obiettivo quello di aggiungere confusione a confusione quando non sono direttamente pagati dai servizi (accolgo l’accusa di “paranoia” e controbatto con “amaro realismo”).

Si presentano come “amici”, denunciano le falsità della “sinistra”, appoggiano le lotte del popolo palestinese (ma in quanto neo-nazisti!), le battaglie ecologiche, magari anche quelle anti-nucleare, ma sono unicamente degli infiltrati che rimandano sempre alla galassia di “Eurasia” e, col pretesto del superamento delle ideologie e dell’equivalenza di destra e sinistra, fanno passare i loro messaggi nei luoghi più impensati: centri sociali, ritrovi di compagni, presidi etc. Di fatto, questo rimescolare le cose apparentemente di segno differente fa sì che sia sempre più difficile orientarsi e distinguere.

Non si tratta soltanto dei deliri di quattro sfigati frustrati per non aver fatto carriera, menti deboli come Costanzo Preve, Gianfranco La Grassa, ringalluzziti dalla situazione attuale italiana e internazionale, che si definiscono: “anticapitalisti senza essere antifascisti” (questo, generalmente, è un buon indicatore per riconoscerli), individui vagheggianti moderni (?) partiti comunisti europei o accovacciati sotto l’egida di una non specificata “Alternativa” (http://www.megachip.info/), o che invocano: “’uomo forte, il nuovo De Gaulle” che, “poggiando sui corpi istituzionali in armi”, metta fine alla sinistra traditrice e a quella “estrema”. Sembra impossibile, ma esiste qualcosa di peggio, qualcosa che, proprio a causa dei precedenti “eruditi” che è in grado di sfoggiare, riesce ad ingannare i più. Sebbene la mia sia stata una breve e frettolosa ricerca, sono emersi alcuni link, che si rimandano tutti uno con l’altro. Elenco quanto mai incompleto, ma stimolante, per chi lo desiderasse, per approfondire la questione:

– Comunismo e comunità: http://www.comunismoecomunita.org/ Sito d’elezione di Costanzo Preve – il “filosofo” delle “Edizioni del Veltro” -, diretto da Maurizio Neri, ex Nar, a suo tempo inquisito per la strage di Bologna. Accoglie anche Joe Fallisi, l’ex tenore anarchico).
– http://www.edizioniarianna.it/
– http://attuazionista.blogspot.com/
– http://www.comunismoecomunita.org/?tag=stefano-moracchi http://attuazionista.blogspot.com/2010/09/attuazionismo.html
– www.avanguardia.tv (sito di un’organizzazione neonazista che ha il suo centro nazionale a Trapani e nel cui apparato propagandistico coesistono: cattolicesimo tradizionalista, islamismo fondamentalista, antiglobalismo e antisemitismo. Questa organizzazione, ramificata in diverse regioni italiane, si chiama “Comunità Politica di Avanguardia” e dispone, a Trapani, di una tipografia e di una libreria (Centro librario “Knut Hamsung”). Inquietante l’elogio di Vittorio Arrigoni fatto da questo sito, nel contesto di una dichiarazione che si rifà al famoso complotto demo-pluto-giudaico.

Molti altri nomi di protagonisti della “La strategia dei camaleonti” e siti si possono trovare:
– http://www.carmillaonline.com/archives/2010/07/003561.html L’articolo di Evangelisti “I rosso-bruni: vesti nuove per una vecchia storia” (l’articolo è stato poi pubblicato anche su http://bellaciao.org/it/spip.php?article27089 )
– http://www.laltralombardia.it/public/docs/rifiuti3.html, Lo studio “L’arcipelago della destra radicale” un dossier che analizza l’intreccio finanziario storico e sociale delle sigle della destra radicale.

Pubblicato da pcl-fc a domenica, aprile 24, 2011

Fonte: http://pcl-fc.blogspot.com/2011/04/camminano-tra-noi-i-camaleonti-del.html

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