I partiti politici

lumacaUn partito politico è un gruppo di persone che agiscono volontariamente per promuovere una particolare politica.

Il partito politico non fa parte dello Stato, ma della popolazione. Se alcuni cittadini vogliono promuovere delle politiche particolari possono formare un partito politico a tale scopo, ma lo Stato è in grado di funzionare anche senza quel partito.

Un grosso partito ha bisogno di persone che lavorano negli uffici, che pubblicizzano il punto di vista che tale partito vuol promuovere, che organizzano incontri, che raccolgono fondi, che creano nuovi sottogruppi e che comunicano regolarmente con tutti i suoi membri.

Per fare tutto questo il partito deve assumere degli impiegati a tempo pieno, conosciuti con appellativi diversi: funzionari, segretari, burocrati, nomenclatura. Il nome non ha importanza, quello che conta è che queste persone si guadagnano da vivere facendo funzionare i partiti politici e controllano il loro funzionamento.

Essi decidono cosa fare e sanno come farlo, e influiscono sulle nomine dei vari posti vacanti nel partito. Molti di loro si preoccupano più del loro posto di lavoro nel partito che delle politiche del partito.

Ogni partito segue le proprie politiche, ma di queste possono esisterne versioni differenti. Nella maggioranza dei partiti esistono diversi sottogruppi che caldeggiano diverse versioni delle politiche di quel partito.

Un partito politico nel momento in cui ottiene la maggioranza nelle elezioni nazionali – nelle quali molti degli elettori possono non essersi presi la briga di votare – inizia a guidare lo Stato.

Il capo del partito diventa Presidente o Primo Ministro, e i dirigenti del partito occupano i posti dei singoli dipartimenti governativi. Il governo viene quindi formato da quel partito, ed i suoi dirigenti usano gli incarichi governativi per implementare le politiche del loro partito.

Questo è il modo in cui gli Stati cosiddetti ‘democratici’ funzionano al giorno d’oggi. Di fatto ciò contraddice il principio base della democrazia, quello che autorizza tutti i cittadini a partecipare alla decisione di tutte le leggi e di tutte le politiche. Ciò contraddice inoltre il principio democratico delle nomine solo per sorteggio.

Il governo dei partiti non è democrazia. Nella ‘Demos-kratia’ i cittadini votano direttamente per le politiche, non per i partiti politici. Quella che al giorno d’oggi viene chiamata ‘Democrazia’ di fatto non è democrazia, ma ‘governo dei rappresentanti’. In una vera democrazia i leader di un partito deciderebbero solo le politiche del loro partito e non quelle dell’intera collettività. I partiti possono proporre una politica ai cittadini, ma non deciderla al loro posto.

Un partito politico che difende una politica specifica contribuisce alla democrazia, ma un partito che decide tutte le politiche per tutti i cittadini è sfacciatamente anti-democratico.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale i partiti politici si sono tutti deteriorati nel modo seguente:

1. I burocrati di partito si sono appropriati della gestione del partito, sottraendola agli ideologi.
2. I partiti hanno iniziato a cercare il potere per il proprio beneficio, non più per il beneficio della società.

Oggi, nella maggior parte dei paesi, i burocrati di partito governano gli stati (e i partiti) non per il tornaconto di tutti i cittadini, ma per il loro proprio tornaconto, in quello che Bruno Rizzi negli anni ’30 ha denunciato come “Corporativismo burocratico”.

Troppa gente è arrivata a credere che questo sia ‘normale’.