Il circo

19286_490986914286398_123136586_nCosa c’è di più miserabile di un individuo strappato dal suo habitat naturale e costretto a recitare un copione di gesti prestabiliti sotto il ricatto della frusta?

Gli animali da circo sono un triste esempio di come la civilizzazione violenti tutto ciò che c’è di spontaneo e selvatico per convertirlo in una triste marionetta sottomessa ai domatori di ogni specie: nella scuola dell’obbligo i domatori si chiamano maestri, nell’ufficio si chiamano datori di lavoro, nella politica si chiamano governatori, nella chiesa si chiamano sacerdoti, nella caserma si chiamano generali…

Un bambino che gioisce nel vedere un animale recitare tristi spettacolini contro natura sotto il ricatto delle botte o di una caramella, sarà un adulto che avrà assimilato la logica dell’addomesticamento come naturale.

Sarà un individuo che domani svolgerà con sorriso amaro le mansioni imposte dalle istituzioni sotto la minaccia di finire in prigione o di non ricevere più la razione mensile di denaro.

Gli animali rinchiusi nel circo, oltre ad essere individui oppressi dalla crudeltà umana sono anche metafora di quella cultura della sottomissione all’autorità che cancella l’autodeterminazione e l’individualità dei singoli per trasformarli in burattini programmati da altri, quella cultura autoritaria che persone come me combattono ogni giorno per distruggerle sia dentro che fuori di noi stessi.

Anche questo può essere un motivo valido per sensibilizzare più persone possibili sulla crudeltà a cui sono costretti migliaia di animali rinchiusi nei circhi e sull’assurdità del compiacersi della sofferenza di qualcuno e non di qualcosa, a cui è stata negata la libertà e la selvatichezza.

Ne tuo intimo più profondo, tu sai che questa cosa è crudele e sbagliata, ed il solo fatto di reprimere la tua libertà di pensiero e non dissentire ti rende complice.

Fai uscire la bestia che è in te …

… ribellati alla frusta.