La monarchia

monarchiaTutti i re hanno goduto di tali lussi e agi, sono stati tanto circondati da servilismo e falsità ed esentati in tal misura dalla responsabilità personale, da distruggere la struttura naturale e sana della mente umana. Essendo stati posti tanto in alto, distano un solo passo dall’apice dell’autorità sociale e non possono evitare di desiderare ardentemente di fare questo passo. Avendo tante occasioni di veder eseguiti senza discussione i loro comandi, essendo stati abituati per tanto tempo a uno scenario di adulazione e servilismo, è impossibile che non sentano una qualche indignazione di fronte a un’onesta fermezza che ponga limiti alla loro onnipotenza. Ma dire che «ogni re è nel suo cuore un despota» sarà in questa sede dimostrato equivalere a dire che ogni re è, per inevitabile necessità, il nemico della razza umana.

Ancora, se i re fossero mostrati così come sono all’occhio dell’umanità, il «pregiudizio salutare» – così è stato definito [da Edmund Burke] – che ci insegna a venerarli si estinguerebbe presto: è per questo motivo che si giudica necessario immergerli nel lusso e nella pompa. E così il lusso e la pompa divengono i criteri dell’onore e di conseguenza oggetto di ansia e invidia. Per quanto fatale possa risultare questo sentimento per la moralità e la felicità dell’umanità, è una di quelle illusioni che il governo monarchico nutre premurosamente. In realtà il primo principio del sentimento virtuoso, come è già stato detto in altro luogo, è l’amore per l’indipendenza. Chi vuole essere giusto deve per prima cosa stimare al loro valore reale gli oggetti che lo circondano. Ma negli stati monarchici il principio è stato di ritenere tuo padre il più saggio degli uomini solo perché è tuo padre e di ritenere il tuo re il primo della specie perché è il tuo re. Il criterio del merito intellettuale non è più l’uomo, ma il titolo. Viaggiare in una carrozza regia trainata da otto cavalli bianchi come il latte è la più alta delle rivendicazioni alla venerazione. Lo stesso principio si applica inevitabilmente in ogni ordine dello Stato; in un regime monarchico gli uomini desiderano la ricchezza per le stesse ragioni per cui, in altre circostanze, avrebbero desiderato la virtù.