La TV l’ha detto, ed è questo che conta.


Fedele alla TVDopo anni di livore, di assalti frontali, dilemmi risolti a colpi di frusta contro il sodomizzante mezzo televisivo è arrivato il momento di dichiarare una tregua unilaterale.

Impietosa, solenne.

Abbiamo accusato i circuiti d’essere dei brevettati rincoglionitori differenziati e i vomita-parole telegenici dei venduti insabbiatori al soldo dello Stato e lo Stato d’essere espressione di una classe… ma questa è un’altra storia, questo è il gioco delle scatole cinesi, materiale buono per i laboratori chimici;

adesso, a malincuore, perché si è tristi quando si deve capitolare, ammettiamo che la tv dice il vero e smettiamo di farle la guerra.

Sperando di farci perdonare dall’elettrodomestico parlante. La tv dice il vero.

Magari temporeggia un po’ troppo per animi allevati nell’impazienza. Ma questo è un problema nostro. Dice il vero.

Ad esempio, il movimento politico che voleva distruggere il sistema, si sta adeguando agli altri partiti facendo da cuscinetto al sistema.
Noi l’avevamo detto un paio d’anni fa. Ma non si sottilizza.

La tv l’ha detto, ed è questo che conta.

Stesso dicasi per la partecipazione e coinvolgimento della rete per divulgare le informazioni, in questa guerra si preferisce dare altre priorità.

La tv non l’ha detto a chiare lettere, ma sarebbe troppo a pretendere. L’ha fatto intuire, l’ha vociferato a mezza bocca. In più ci presenta quotidianamente uno spaccato della nuova politica che altrimenti ignoremo. Per come vanno le cose è più d’una ammissione di colpevolezza.

Insomma, la tv dice il vero e quello che dice la tv è il vero.

La nostra tregua comincia oggi e collima con questo sillogismo.

Tutti in rete fanno politica, tutte le TV sono informazione, quindi tutti i politici sono in TV.