Le associazioni politiche e i partiti

cordeNelle associazioni politiche l’obiettivo di ognuno è di condividere il credo con il vicino. Impariamo le parole d’ordine di un partito. Non osiamo lasciare le nostre menti libere di indagare per paura di giungere a una qualche idea non gradita al nostro partito. Perdiamo la tentazione di indagare. Il partito tende – in modo forse più potente di qualsiasi altra situazione nelle faccende umane – a rendere la mente inattiva e statica. Invece di fare di ogni uomo un individuo, cosa richiesta dall’interesse generale, fonde tutti gli intelletti in una massa unica, sottraendo a ognuno di questi le varietà che sole lo possono distinguere da una bruta macchina. Dopo aver accettato il credo del nostro partito non abbiamo più alcun modo d’impiegare quelle facoltà che potrebbero condurci alla scoperta dei suoi errori. Siamo arrivati, seconda la nostra stessa opinione, alla pagina finale del volume della verità. Tutto ciò che ci resta è far adottare in qualche modo
i nostri sentimenti come criterio di giustizia per l’intera umanità.

C’è un altro fatto da citare che dovrebbe sostenere con forza questa opinione. Corollari necessari delle associazioni politiche sono le arringhe e le declamazioni. La maggioranza dei membri di qualsivoglia associazione popolare guarderà a queste arringhe come alla scuola presso cui studiare per divenire serbatoi di verità pratica per il resto dell’umanità. Ma le arringhe e le declamazioni conducono alla passione, non alla conoscenza.

La verità non si può acquisire in stanze affollate e in rumorosi dibattiti. Dove sono costantemente presenti speranze e timori, trionfi e risentimenti, le facoltà più penetranti dell’analisi vengono sospinte a lasciare il campo. La verità coabita con la riflessione. Raramente possiamo fare molti progressi nell’identificare gli errori e le follie se non in un isolamento rigido, o nel tranquillo interscambio di sentimenti che ha luogo tra due persone.

Bisognerebbe sempre ricordare in questi casi che l’azione concertata pertiene alla natura del governo e che di conseguenza ogni argomentazione di questo libro, che è inteso a mostrare i mali del governo e raccomandarne la limitazione più severa, è analogamente ostile alle associazioni politiche. Queste hanno anche uno svantaggio loro peculiare, perché sono un’ovvia usurpazione dei diritti del pubblico senza neppure una qualche pretesa di delega da parte della comunità più vasta.