Le regole ci sono, ma siamo capaci di rispettarle?


scienza_e_societaInnanzitutto si dovrebbe conoscere la differenza tra leggi e regole. Per legge si intende ogni atto avente forza di legge, decreti legge e disegni di legge, ed essa si caratterizza per la sua generalità ed astrattezza, ossia la sua capacità di essere applicata in ogni situazione attinente ad una determinata materia. Mentre, le regole sono invece fonti secondarie, più specifiche e non dipendenti dallo Stato stesso; esse in sostanza sono leggi di convivenza create per situazioni distinte, ed ogni giorno ci troviamo di fronte a regole che misurano la nostra libertà, dalle cose più futili a quelle più importanti.

Esse ci aiutano a far in modo di non mettere in pericolo noi stessi e gli altri, e soprattutto a non nuocere alla libertà altrui.

Per poter convivere civilmente abbiamo condiviso delle regole, ma quel senso di pigrizia e colpevole omertà che abbiamo maturano negli anni ci hanno portato a considerarle inutili.

Se facessimo caso a quello che accade nel nostro quotidiano, ci renderemmo conto dell’infinità di regole che infrangiamo: dal ritardo, alla macchina posteggiata in doppia fila, o alla carta gentilmente gettata a terra anziché nel bidone lì affianco, solo per citarne alcune delle più futili.

Purtroppo tutti noi ci rendiamo conto, se ci pensiamo un attimo, che tali comportamenti ci caratterizzano e nessuno è intenzionato a cambiare perché essi sono radicati in ogni cittadino.

Il nodo della questione è proprio questo, noi crediamo che tali atteggiamenti siano di poca importanza perché lo fanno tutti, ma non è così!

Se un errore è proprio di tutta la società, non vuol dire che sia tollerabile.

Se un uomo parcheggia in doppia fila, un altro si sentirà autorizzato a fare altrettanto, e così un altro ancora fino a che la strada diventerà impraticabile e di conseguenza il nostro egoismo abbinato al menefreghismo in generale annichilisce la libertà di tutte quelle persone che hanno sottoscritto e rispettato quelle regole.

Chiaramente tutti sappiamo che le regole non sono così ferree come le leggi statali e che, come tali, è facile eluderle, anche se in Italia hanno lo stesso trattamento anche le leggi, ed è per questo che la confusione tra leggi e regole ha perduto i confini, sta al buon senso e al sapere vivere in comunità di ogni cittadino il potere di agire secondo le regole o meno, consapevoli delle conseguenze che comporta l’uno o l’altro atteggiamento.

Chi pensa che le offese possano trovare una qualche giustificazione storica appellandosi alla grande superiorità tecnica, scientifica, economica, culturale, diventa complice, suo malgrado, di ogni passo indietro dell’umanità. La storia infatti si preoccuperà di dimostrare che l’unico vero progresso dell’umanità sta nello sviluppo dei rapporti umani, che prescindono totalmente dalle forme in cui si manifestano.

La verità dei rapporti umani sta nell’umanità degli stessi e questa cosa può essere compresa solo vivendola. Quando prenderemo sul serio i guasti provocati dalla nostra disumanità, quando cominceremo a rapportarci in modo equilibrato nei confronti della natura, quando il diverso o dissenso non sarà più considerato un nemico, quando i nemici del genere umano verranno affrontati con coraggio e non con rassegnazione, solo allora si sarà compiuto un altro passo lungo il cammino che porta alla dignità e alla libertà di tutti gli esseri umani.