Letteratura classica e goliardia

dante boccaccio petrarca uffizi
I tre più grandi autori del XIV secolo, Dante, Boccaccio e Petrarca si ritrovano in un osteria del Casentino per festeggiare la riuscita di un loro nuovo componimento a tre mani… una volta discussi dei pipponi editoriali decidono che è l’ora di desinare.

Dato sfogo alla crapula di ognuno mangiando e bevendo a più non posso, i poeti sentono il richiamo della natura e ognuno di loro sente il bisogno di creare nuovo spazio all’interno di sé per farci stare altro cibo e alcool.

Il primo a recarsi in latrina è Dante che, senza poco sforzo, produce un buon componimento organico; lo guarda e fiero della sua produzione estrae uno stilo dal vestito e scrive sul muro del bugigattolo.
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Tornato al suo posto è l’ora del Petrarca. Anche lui produce una mirabile “ode corporis” e compiaciuto dal suo lavoro, vuole lasciare un suo indelebile ricordo. Ma appena legge cosa ha scritto l’amico che l’ha preceduto, si indigna e per non sentirsi inferiore, impugna lo stilo e scrive anche lui sul muro.
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L’ultimo a recarsi al gabinetto è il piccolo Boccaccio, che sforzandosi come un malato per liberare il suo intestino non riesce che a produrre delle piccole sferette fecali. Leggendo quanto scritto dai suoi esimi colleghi e colto dall’invidia, anche lui lascia il suo indelebile ricordo.
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