Nel paese dei lestofanti


In un paese lontano lontano, c’era il popolo dei Lestofanti che vivevano in una valle ricca e piena di frutti. Il loro modo di vivere era però spregevole poiché consumavano tutti i frutti della terra senza curarsi delle piante, sporcavano l’acqua, non coltivavano nè allevavano, così in breve tempo, tutta la loro ricca valle si ridusse ad un deserto.

Fuggirono ed andarono nella valle accanto. Qui trovarono una popolazione laboriosa, che invece lavorava, seminava, allevava. La loro terra era un paradiso e tutto procedeva per il meglio.

I Lestofanti si insinuarono tra loro, uno qui, uno là e raggiunto il potere, senza nemmeno troppo faticare, fecero in modo di rimanere chiusi nel grande e bel castello posto al centro del paese. Il problema era che tali lestofanti in poco tempo consumarono anche tutte le risorse che si erano portati all’interno delle mura e che avevano rubato ai paesani.

Così un bel giorno, si misero tutti seduti ad un grande tavolo di quercia intagliata e si dissero: “Perchè non facciamo in modo che non dobbiamo essere noi a procacciarci il cibo, ma che siano questi zoticoni a portarci il loro?” Uno tra loro si alzò e disse: “Ma questo è ingiusto!” E lo cacciarono a pedate nel deretano.

I Lestofanti si riunirono di nuovo, e con le mani tra i capelli si spremettero le meningi e spremi che ti rispremi ecco.. trovarono il modo: “Facciamo una legge che obblighi i paesani a pagarci!”. Detto fatto. Il giorno dopo il messo del reame informò che tutti gli abitanti di quel paese lontano lontano dovevano dare ai Lestofanti metà dei loro guadagni.

Ci fu una sollevazione. “Ma come” dissero i paesani “noi lavoriamo e voi vi prendete metà del nostro sudato guadagno senza fare nulla?”. “Si” risposero i Lestofanti “ci prendiamo la metà ma non è per noi ma per le vostre scuole, strade e uffici pubblici”. E così fecero.

In men che non si dica i Lestofanti organizzarono scuole, ospedali, grandi industrie e tutto sembrava andare per il meglio. Ma ad un certo punto qualcuno si accorse che a guidare gli ospedali, le scuole e le grandi industrie i Lestofanti ci avevano messo altri Lestofanti, i loro parenti e i loro amici.

I paesani allora si ribellarono di nuovo e dissero “Ma come? Noi paghiamo e i migliori posti di lavoro ve li prendete voi?” I lestofanti allora si chiusero in gran consiglio e dissero “E’ tutto regolare, nulla sia fatto contro la legge” e subito appunto fecero una legge che diceva che era giusto quello che loro stavano facevano. I paesani non si accorgevano che metà dei soldi veniva speso per beni della comunità e l’altra metà finiva direttamente nelle tasche dei Lestofanti.

Le spese crebbero e i Lestofanti erano sempre di più e sempre più ingordi così aumentarono il peso dei belzelli facendo sempre di meno, e balzellon balzelloni arrivarono a prendersi non solo tutto il guadagno dei paesani, ma anche quello dei loro figli e dei figli dei loro figli. “Chiamiamolo Debito Pubblico – dissero – in modo che sia chiaro che tale debito non sia attribuibile a noi”.

Per farla breve. I paesani ancora oggi pagano i Lestofanti governano dal loro castello, le cariche importanti le ricoprono i Lestofanti con qualche piccola eccezione a favore dei paesani che così si sentono motivati a pagare senza discutere, e tutto procede e procederà fino a quando i Lestofanti non avranno ridotto ad un deserto anche la valle dei paesani.