Nessun sistema parlamentare è mai stato o può essere una Democrazia.

DDQuando la maggioranza – in una scuola, nel municipio, in una regione, in una chiesa, nel posto di lavoro oppure nell’intero paese – vorrà decidere da sé tutte le politiche, dovrà fare i conti con la fortissima opposizione di tutti coloro che hanno gestito sino a quel momento le politiche collettive. È un’illusione pericolosa credere che quelli che detengono l’autorità di decidere per gli altri vorranno lasciare liberamente il loro ruolo di potere solo perché la maggioranza lo richiede. Resisteranno invece alla decisione della maggioranza con tutti i mezzi possibili.

Con la Democrazia Diretta queste persone perderebbero la propria autorità ed il proprio reddito e useranno ogni trucco per conservare entrambi. Dev’essere chiaro ad ogni attivista DD che mentre la Democrazia Diretta può essere applicata localmente nelle scuole, nelle regioni, nei paesi o nelle città, ogni tentativo di applicarla a livello di governo nazionale richiederà una lotta molto più lunga ed estenuante.

Gli attivisti DD dovranno prepararsi psicologicamente e tecnicamente a questa lotta. Se saranno impreparati, la vittoria DD si allontanerà nel tempo.

Gli oppositori della DD useranno ogni trucco per sconfiggerli. Molti dei loro stratagemmi sono raggiri e manipolazioni psicologiche destinati a confondere e intimidire la maggioranza.

Molti cittadini avranno paura e saranno confusi, ma se la loro maggioranza persiste a chiedere l’applicazione della Democrazia Diretta nessuna minoranza potrà sconfiggerli.

La lotta per la DD è una scuola di democrazia. Essa prepara i cittadini alla Democrazia Diretta e insegna loro come e perché la società va gestita nel sistema DD. Questo risponde agli oppositori della DD i quali affermano che la maggioranza della gente non vuole assumersi la responsabilità delle decisioni politiche e non sa nemmeno come prendere tali decisioni. Costoro ritengono che la reazione ed il comportamento della gente saranno sempre uguali dal momento che vivono in società gestite da governanti i quali hanno interessi enormi nel rimanere tali e perciò coltivano l’apatia politica nella maggioranza dei loro cittadini. È fuorviante usare l’esempio di società non democratiche come esempio per provare che nei cittadini l’apatia è prevalente e anzi costituisce l’eterna natura umana, perché sono proprio tutte queste società che si oppongono al voto diretto dei cittadini causando così di fatto la loro apatia. Simili argomenti costituiscono un falso logico perché usano il fatto da provare come se fosse la prova stessa del fatto.

I critici della Democrazia Diretta sostengono che la maggioranza della gente non desidera trovarsi nel ruolo di dover decidere tutte le politiche della collettività. Di certo questo fatto vale per molta gente al giorno d’oggi, ma non necessariamente per coloro che vivono in un sistema DD. Chiaramente saranno molti i cittadini che non vorranno decidere su tutte le politiche. Nella DD tutti i cittadini hanno il diritto, ma non il dovere, di votare.

Molti cittadini parteciperanno ai dibattiti ed alle decisioni che li riguardano personalmente, ma quando dovranno ubbidire a decisioni scomode, relative a soluzioni di problemi che non li riguardano, il loro atteggiamento può cambiare.

Alcuni si oppongono alla DD anche se ammettono che tutte le sue difficoltà possono venir risolte.
Questi oppositori sono elitari per principio. Essi aborriscono il governo diretto da parte di tutti i cittadini.
Questi elitari accusano la DD di ‘populismo’ e sono convinti che la maggioranza prenderebbe delle decisioni che risulteranno disastrose per se stessi e per l’intera collettività. Come esempio citano la maggioranza che ha fatto arrivare i Nazisti al potere nel 1933. Ma Hitler arrivò al potere in un parlamento, quell’evento si è perciò verificato in un sistema rappresentativo e quindi non è un argomento contro la Democrazia Diretta, ma contro ogni sistema di decisione politica.

I rappresentanti eletti possono causare decisioni disastrose come qualsiasi altro cittadino.

Infatti, meno persone sono coinvolte nelle decisioni politiche, e più le decisioni sono modellate da capricci, fobie e brama di potere.

La decisione di un singolo reggente dipenderà soltanto dalla psicologia di quell’unica persona.

Più persone decidono, meno influenza potrà esercitare la loro psicologia individuale sulla decisione finale, dal momento che persone differenti hanno capricci psicologici differenti e questi possono annullarsi reciprocamente, annullando così la possibilità che la società venga condizionata da motivazioni psicologiche personali.

Nessun sistema politico può proteggere la società da decisioni con imprevisti risultati disastrosi.
Ma nella Democrazia Diretta le decisioni che hanno portato a delle conseguenze negative possono essere revocate velocemente e coloro che le hanno decise dovranno riconsiderare le loro motivazioni.

Nel sistema politico rappresentativo i cittadini possono solo cambiare ogni quattro o cinque anni i rappresentanti che abbiano prodotto decisioni disastrose, ma questo cambiamento lascerà inalterati i motivi che hanno condotto alla decisione sbagliata, così rendendo inevitabile il ripetersi di decisioni cattive.

Molti credono che l’egoismo, l’avidità e l’apatia politica che pervadono la società di oggi trasformerebbero la DD in una giungla governata dagli istinti egoistici sfrenati della maggior parte dei cittadini.

Essi sono convinti che l’egoismo faccia parte della natura umana.

L’egoismo, l’avidità e l’indifferenza verso la società sono invece un sottoprodotto di quei sistemi politici che avviliscono nei cittadini ogni volontà di partecipare al processo decisionale.

Tali sistemi si reggono infatti sull’apatia della maggior parte dei loro cittadini. Ogni sistema politico modella le motivazioni dei cittadini creando delle condizioni in cui le persone possono avere successo soltanto se accettano le norme di quel sistema.

È errato trarre delle conclusioni dai modelli comportamentali esistenti, se non si tiene conto dell’influenza esercitata dal sistema politico corrente sulle norme del comportamento individuale. Se teniamo conto di questa influenza, rafforziamo invece gli argomenti a favore della Democrazia Diretta perché tale sistema politico – contrariamente a quello rappresentativo – si regge sull’interesse dei cittadini per la loro società, quindi la sua influenza sui cittadini è diametralmente opposta a quella esercitata dal sistema politico rappresentativo.

Ciò significa che non solo la DD rappresenta un modo nuovo di realizzare le decisioni politiche, ma crea anche nuovi modelli di comportamento individuale motivati dalla volontà di migliorare la società attraverso la partecipazione responsabile e attiva.

La Democrazia Diretta cambia le norme, le aspirazioni, il carattere e l’individualità delle persone.

Prendere una decisione implica assumere la responsabilità dei risultati che ne derivano. Alcuni temono questa responsabilità e quindi temono anche la libertà.

È lo stesso comportamento dei bambini che temono di perdere l’amore dei genitori. Gli adulti che hanno paura della libertà hanno bisogno di sostegno e di aiuto per superare questa paura, verosimilmente creata da un modello famigliare educativo inadeguato, che non ha insegnato loro ad assumersi le responsabilità delle proprie iniziative sin da piccoli.

La paura della libertà deriva da immaturità e può essere superata.

Alcune persone dicono di sostenere la Democrazia Diretta ma non la definiscono come “Politica Senza Politici”. Quello che supportano in realtà è un sistema rappresentativo riformato. Essi vogliono che i rappresentanti possano venir controllati dall’Iniziativa dei cittadini e dai Referendum. Sostanzialmente essi quindi accettano il sistema rappresentativo. La proposta “Iniziative e Referendum”, I&R, tende solo a riformare o mitigare i difetti del sistema rappresentativo, però mantenendo intatto il sistema.

I sostenitori della proposta I&R, non definiscono la DD una ‘Politica senza Politici’ perché questa definizione identifica la proposta I&R come una riforma del sistema politico RR.

La cooperazione tra i sostenitori della DD e i riformisti I&R del sistema rappresentativo diventa possibile solo se entrambe le parti riconoscono le differenze che le caratterizzano e rispettano ciascuna il ruolo dell’altra. Altrettanto si può dire della proposta ISPO, che chiama i cittadini a riflettere sugli effetti (economici) del consenso che affidano ai loro rappresentanti, ed eventualmente a controllare la direzione del proprio voto.

Fino a che la cooperazione è fruttuosa dovrebbe essere continuata. Anche se alla fine le parti si dovranno separare, entrambe possono trarre profitto da una cooperazione temporanea. Ciò nonostante la cooperazione non dev’essere fine a se stessa, ma un mezzo per arrivare a una precisa finalità. Quando i mezzi non servono più la finalità originaria, devono essere scartati.

La Chiesa Cattolica era un mezzo per diffondere il Cristianesimo, così come il partito comunista era un mezzo diffondere il Comunismo. Entrambe le organizzazioni hanno tramutato se stesse in finalità, a scapito di quella originaria che dovevano servire, così distruggendola.

La tendenza a convertire i mezzi – soprattutto la burocrazia – in finalità va costantemente contrastata.

Dobbiamo ricordare agli elitisti che la democrazia ateniese di 2500 anni fa, contrariamente alla critica fattane da Platone, fu sostenuta dal suo maestro Socrate. Gli Ateniesi misero Socrate sotto processo e lo condannarono a morte perché alcuni suoi discepoli, non comprendendo i suoi insegnamenti, avevano cercato per due volte di ribaltare la democrazia causando molti morti. Socrate poteva fuggire, ma decise di non farlo. Preferì morire rispettando il verdetto deciso dalla democrazia ateniese, nonostante la sua condanna fosse palesemente ingiusta. Egli dimostrò così il suo sostegno ante litteram alla Democrazia Diretta. L’intero establishment accademico e politico ignora però il significato dimostrativo di quella sua estrema decisione.

Ancor oggi beneficiamo dei contributi apportati dalla Democrazia Diretta ateniese alla Politica, alla filosofia, all’arte e al teatro. Tutti questi benefici sono nati nelle discussioni pubbliche sulle politiche, alle quali poteva partecipare ogni cittadino. Il dibattito pubblico sulle politiche stimola il coinvolgimento dei cittadini nella loro collettività. Sviluppa l’umanità dei popoli. Ispira la creatività politica e la buona volontà, valori questi che vengono invece soffocati dagli altri sistemi politici.

La Democrazia Diretta innalza l’intera umanità a livelli più evoluti, sviluppando la società e l’individualità; trasforma l’individuo da membro egoista, annoiato e indifferente di un sistema politico statico corrotto ed alienante, a cittadino attivo e partecipe della consapevole evoluzione d’una società preoccupata del benessere dell’individuo, della comunità, della società, e dell’intera umanità.