Non ci stanchiamo di ridere

Gli individualisti hanno riso di tutti i compromessi, di tutte le rinunce, di tutti i turpi mercati, e ridono ancora del loro riso irriverente, sacrilego, maledetto.

Noi ridiamo sempre di tutto e di tutti, di coloro che fabbricano rivoltelle, fucili, baionette, mitragliatrici, cannoni, munizioni, catene, ceppi, strumenti vari di tortura per i lavoratori, di coloro che costruiscono carceri ed innalzano patiboli per i «loro» fratelli, di quelli che si organizzano, ossia si legano, nelle camere e nei sindacati, pagando le tessere ed ingrassando i suini, di quanti rinunciano alla propria dignità di uomini eleggendosi dei padroni e dei pastori.

Noi ridiamo di chi grida «viva questo e viva quello», di chi va alle dimostrazioni con le mani in tasca e si lascia bucare la pancia, di chi, per sollevarsi, attende gli ordini dalla direzione centrale del suo partito; di chi, sollevatosi, ascolta i capi che lo esortano alla viltà, di quelli che, con le braccia incrociate e con lo stomaco vuoto, attendono il sole dell’avvenire, come se esso potesse sorgere da sé da un minuto all’altro. E come ci fanno ridere quei sovversivi che, in nome della libertà, vogliono abbattere l’attuale governo per sostituirlo con un’altra tirannide!

Ci suscitano pure il riso tutti i simboli e tutti i riti. Alla processione dei religiosi venne sostituito il corteo, alla predica il comizio sullo stesso tono, al baldacchino il vessillo. I ritratti dei dirigenti tengono il posto dei ritratti dei santi e delle madonne, e i nuovi cristiani, invece di cantare gli inni sacri cantano quelli patriottici o sovversivi. Nulla è mutato, né nella forma, né nella sostanza, da venti secoli ad oggi.

Ma noi non ci stanchiamo di ridere.

Il nostro riso satanico diventa rimbombante come il tuono e manda bagliori di folgori quando ci troviamo di fronte agli adoratori dei mostruosi fantasmi divini od umani, i quali chiamasi Dio, Religione, Stato, Patria, Umanità, Morale, Diritto, Dovere, Costumanze, Altruismo, Socialismo, Comunismo, ecc.

Codesti biechi fantasmi, creati dall’ignoranza, dalla paura e dalla nequizia degli uomini, hanno ancor oggi la stolta pretesa che l’individuo libero e forte si sacrifichi ad essi, ma egli, che ama la libertà sconfinata e il sole meridiano, lancia i suoi dardi infocati e avvelenati contro tutti gli idoli maledetti e nefandi e, colpendoli, ride ed è felice.

Noi ridiamo di tutti coloro che, trasformatisi in apostoli dell’umanità, esercitano il mestiere del predicatore e promettono il paradiso terrestre e la cuccagna universale, di coloro che vogliono dare una forma unica alla società umana che conta circa due miliardi di individui in tutto e per tutto differenti fra loro; di quelli che, incapaci di vivere liberi, si atteggiano a redentori del mondo, di quanti parlano del roseo avvenire dimenticando la nera e cruda realtà del presente; ridiamo infine di tutti i poveri di spirito che credono e sperano in un domani radioso, e attendono fiduciosi e pazienti il regno della Santa Umanità.